Sanità

Ddl vita indipendente, DItt: “Invitiamo l’assessore Ruggeri a non strumentalizzare la materia e a collaborare perché la legge sia subito approvata nell’interesse dei disabili”

Così il gruppo regionale di Direzione Italia (proponente della legge con primo firmatario Francesco Ventola, Ignazio Zullo, Renato Perrini e Luigi Manca) al termine dell’audizione ieri in Commissione Sanità 

“Offrire anche ai disabili il diritto di poter scegliere fra l’assegno di cura e un assistente personale: noi lo riteniamo un fatto di civiltà! Per questo cinque mesi fa ci siamo fatti proponenti di un DDL per ‘Favorire la Vita Indipendente delle persone con grave disabilità’. Per altro l’iniziativa legislativa parte da risultati già conseguiti in fase sperimentale da ‘Progetti di vita indipendente’ avviati anche dalla Regione Puglia.

Non è una novità, per intenderci, e allora non riusciamo proprio a capire come dopo tutto questo tempo l’Assessorato al Welfare non si stato ancora in grado di produrre un referto tecnico alla nostra proposta di legge, rallentando così di fatto l’iter legislativo che a febbraio scorso auspicavamo si potesse concludere prima dell’estate. Non vorremmo, e ciò ci deluderebbe molto non sul piano personale quanto sulla natura e i soggetti beneficiari della legge, che questo ritardo nella refertazione sia voluto per dare una corsia preferenziale a un analogo, ma sostanzialmente diverso, provvedimento partorito dalla Giunta regionale. 

“Con uno spirito collaborativo diciamo all’assessore Salvatore Ruggeri che non ci interessano le sfide alla primogenitura della Legge, qui non si tratta di appuntarsi una medaglia al petto per rispetto dei disabili che questa legge l’aspettano per migliorare la loro qualità di vita e che certo non meritano di essere strumentalizzati in nessun modo. Per questo abbiamo provato non poco imbarazzo nell’ascoltare, durante l’audizione in Commissione Sanità, proprio dalla voce dei diretti interessati, che il testo legislativo dell’assessore Ruggeri è falso nel punto nel quale dà per acquisito loro parere positivo.

Anzi, un doppio falso: sia perché il parere non è stato dato, sia perché non sarebbe stato positivo e forse qualcuno dovrebbe provare anche qualcosa di più dell’imbarazzo. 
“Detto questo e nell’esclusivo interesse dei soggetti ai quali la legge si rivolge auspichiamo che le due proposte possano al più presto fondersi e viaggiare all’unisono in modo più spedito”.

/comunicato

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