Ambiente e Vita Puglia

Depuratore Manduria-Sava. M5S chiede audizione in commissione Ambiente

Sul nuovo depuratore consortile di Manduria – Sava e in particolare sulla localizzazione individuata come recapito emergenziale dei reflui, va fatta la massima chiarezza. In questi giorni ascoltiamo tutto e il contrario di tutto: da una parte, nella relazione tecnica del progetto di fattibilità per il riutilizzo dei reflui trattati dal depuratore, AQP individua quale ulteriore scarico complementare il bacino Torre Colimena, dall’altra Emiliano in una nota dice che AQP ha presentato il progetto, ma ogni soluzione è possibile. Poi ci sono i soliti politici che si svegliano dal torpore in odore di campagna elettorale e ripropongono lo scarico a mare.

Non si può continuare in questo modo”. Lo dichiara il capogruppo del M5S Marco Galante, annunciando la richiesta di audizione in V Commissione Ambiente di tutti i ‘protagonisti’ della vicenda, da Emiliano, all’assessore Giannini, al direttore del Dipartimento Barbara Valenzano sino al responsabile del procedimento di AQP Emilio Tarquinio e al commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica Alfredo Borzillo. 


“Il nostro intento – prosegue – è certamente quello di cercare una soluzione per il recapito finale che sia ampiamente condivisa da tutti i soggetti interessati e che sia in grado di prevenire impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Visto l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo depuratore, riteniamo fondamentale che si provveda in tempi brevi e in modo definitivo alla individuazione della migliore soluzione con riferimento al punto di localizzazione dello scarico di emergenza.

Per questo vogliamo vederci chiaro e conoscere i dettagli del progetto presentato da AQP. Da questa audizione, che ci auguriamo avvenga in tempi celeri e con la partecipazione di tutte le parti chiamate in causa – conclude Galante – auspichiamo di poter avere gli elementi necessari per valutare tutte le ipotesi progettuali possibili, gli eventuali rischi connessi e, ove necessario, sostenere le istanze di cittadini e comitati per porre fine a questa situazione di incertezza che non fa altro che alimentare speculazioni politiche ritardando l’avvio degli interventi a tutela dell’ambiente, con il rischio di determinare l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Unione Europea.” 

/comunicato

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