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Chi deve pagare per il disastro ferroviario di Corato?

È di grande attualità l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici del ministero dei trasporti e dei responsabili di Ferrotranviaria. Il motivo è logico: bisogna fare giustizia cercando la verità. Ma poiché la verità è qualcosa che assomiglia alla pelle ed è perciò molto elastica e plasmabile, occorre anche guardare nelle pieghe. Laddove non guarda (più) nessuno. Nel caso della vicenda del disastro ferroviario vi è un passaggio che non è secondario. I giornali giustizialisti, quelli che da sempre fanno la “caccia all’uomo” non vedevano l’ora di puntare il dito sui Pasquini o su qualche dirigente ministeriale di alto livello. Ma questi stessi giornalisti sempre con il naso all’insù ad annusare sempre nuovi scandali hanno trascurato di segnalare ai cittadini e forsanche agli inquirenti, un piccolo passaggio. Non è vero che il disastro sia stato causato dal binario singolo. È vero invece che il fattore umano ha giocato un ruolo fondamentale. Il problema è che quelle linee ferroviarie non erano dotate dei sistemi di sicurezza. Stop. Non c’è altro da dire. Ma come mai questi sistemi non c’erano? Semplicisticamente verrebbe da dire dopo aver letto recentemente i giornali locali che i soldi sono stati fatti fuori dalla solita avidità degli imprenditori. E invece no. Si legga il seguente titolo: “Loizzo su tagli al settore trasporti a causa della Finanziaria” e poi si legga la seguente nota dell’assessore ai Trasporti, Mario Loizzo del 7 Luglio 2008 ore 10:11 minuti: “Nel dibattito in corso sulla manovra finanziaria, le forze politiche e sociali si stanno confrontando con fatica nel tentativo di individuare l’esatta entità dei tagli e le conseguenti ricadute che si prevedono nei vari settori (…) Così capita di apprendere che i consistenti tagli di risorse a settori importanti della economia e della società, per alcuni uomini di governo, rientrano nella “logica della riduzione della spesa pubblica improduttiva” (…) Infatti, per quanto riguarda i trasporti nella nostra regione, e in attesa di conoscere l’approdo definitivo della manovra finanziaria, la situazione è la seguente: -il Decreto Legge n. 93 del 27.5.2008 per quanto riguarda l’attuazione del 3° piano della sicurezza stradale, ha deciso una drastica riduzione di risorse (…) per quanto riguarda gli interventi relativi al miglioramento della sicurezza ferroviaria, lo stesso Decreto ha introdotto tagli notevoli alle risorse destinate alle ferrovie secondarie. Infatti, mentre la Finanziaria 2008 approvata da Prodi, aveva previsto 35 Meuro per gli interventi sui sistemi di sicurezza, si chiarisce che con DL 27 maggio 2008 n. 93 sono stati annullati gli stanziamenti di cui sopra. Ebbene se lo stesso Stato quello che ha la responsabilità delle scelte, è poi il primo a non garantire la sicurezza dei propri cittadini chi ci dovrebbe pensare allora? E invece di perseguire chi quelle norma votò, adesso si sta dando la caccia agli imprenditori. Troppo comodo e troppo facile ci pare. Chiediamo a chi sa, di farci sapere chi votò quel DL che in sol colpo cancellò la possibilità di finanziare già nel 2008 i sistemi di sicurezza Scmt per le ferrovie secondarie e dunque anche per la Ferrotranviaria. Ustica non ha insegnato proprio niente ad una classe dirigente scaricabarile e insipiente.

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