Bari salute

DIABETE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE PRESENTATA LA TAPPA BARESE DELLA CAMPAGNA NAZIONALE “AL CUORE DEL DIABETE”

È stata presentata questa mattina, a Palazzo di Città, alla presenza dell’assessore allo Sport Pietro Petruzzelli, la tappa barese di “Al cuore del diabete”, la campagna nazionale nata per informare e sensibilizzare le persone con diabete sulla gestione della malattia per ridurre le complicanze correlate.

Ad illustrare l’iniziativa, che porta a Bari e nelle principali piazze italiane un’unità mobile presso la quale è possibile ricevere una valutazione diagnostica del proprio rischio cardiovascolare, il professor Francesco Giorgino, presidente della Società Italiana di Endocrinologia.

In Italia sono quasi 750 mila le persone con diabete che vanno incontro nella loro vita ad almeno un evento cardiovascolare, delle quali oltre 350mila hanno avuto un infarto e più di 100mila un ictus. Poco meno di 15mila, invece, le morti di persone con diabete imputabili a cardiopatia ischemica e 7mila e 500 quelle per malattie cerebrovascolari ogni anno. Numeri importanti, come quelli delle persone che soffrono di diabete: oltre 4 milioni in Italia, dei quali 232mila in Puglia e 71mila circa nella Città Metropolitana di Bari.

“L’amministrazione comunale – ha dichiarato Pietro Petruzzelli – è felice di sostenere questa importante iniziativa di sensibilizzazione su un problema così delicato. In un certo senso, a Bari è stato già intrapreso da diversi anni un percorso similare a quello tracciato da “Al cuore del diabete”, attraverso la realizzazione di diversi eventi dedicati all’allenamento fisico e alla promozione del benessere grazie all’attività sportiva, passeggiate ed esercizi ginnici di gruppo all’aria aperta, che hanno visto il coinvolgimento anche delle associazioni dei parenti dei malati diabetici. Un percorso che riteniamo necessario proseguire, ad esempio lavorando sul “passaporto della città della corsa e della salute”, con l’obiettivo di impiegare i playground e le strutture sportive già attive in città per manifestazioni di questo genere, purché guidate da istruttori esperti. Per questo è necessaria una stretta collaborazione con le associazioni sportive cittadine cui abbiamo chiesto, tra l’altro, di inserire i bambini diabetici nelle attività previste, ricevendo il loro sostegno. Siamo consapevoli che la pratica sportiva, che non può certamente sostituire le terapie farmacologiche, rappresenti comunque parte integrante di un sistema di cura complessivo a vantaggio del paziente”.

“Il diabete – ha spiegato il professor Giorgino – rappresenta una delle cause primarie di malattie cardiovascolari quali l’infarto, l’ictus e anche lo scompenso cardiaco. Purtroppo, questa situazione non è ben percepita dalla popolazione, anche perché occorre costruire percorsi di comunicazione e collaborazione tra gli specialisti diabetologi e i cardiologi, oltre che, naturalmente, a livello di medicina generale. Il nostro obiettivo è acquisire sempre maggiore consapevolezza di questa relazione pericolosa tra diabete e rischio cardiovascolare, e quindi offrire possibilità di intervento e cura di questa patologia. Oggi disponiamo di alcuni nuovi farmaci che sono in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare, gli eventi cardiovascolari e anche i casi di scompenso cardiaco in pazienti che hanno il diabete. Probabilmente questi farmaci possono trovare un impiego anche al di fuori della cura del diabete, riducendo così il rischio cardiovascolare in soggetti che non sono necessariamente diabetici. Quindi, l’evoluzione di questi nuovo prodotto farmaceutico si sta rivelando molto interessante, ma occorre aumentare il grado di informazione nei confronti di questa patologia e delle sue conseguenze e poi utilizzare al meglio gli strumenti a nostra disposizione per migliorare lo stato di salute del paziente. Entrando nel merito dell’iniziativa che presentiamo oggi, ritengo sia fondamentale scendere in piazza perché a volte il paziente diabetico non è in grado di accorgersi di tutti i sintomi che preludono ad uno scompenso cardiaco, mentre è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di allarme”.

/comunicato

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