Puglia

Disseccamento ulivi in Salento, servono misure per il rimboschimento

“Il territorio della provincia di Lecce, a seguito del disseccamento degli ulivi, versa in condizioni catastrofiche di instabilità e vulnerabilità molto elevate. Un vasto territorio che presenta il minor indice boschivo tra le province pugliesi e in termini assoluti il più basso in Italia. Se da una parte il  dibattito politico è molto sviluppato sulle politiche di settore per ricostituire il potenziale produttivo perduto, dall’altra vi è necessità e urgenza di riflettere sulle condizioni ambientali ed ecologiche di un territorio in abbandono”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili, ribadendo la necessità di un progetto per il rimboschimento del territorio della provincia di Lecce.


Le misure da mettere in atto  – sottolinea il pentastellato non possono interessare solo un aspetto, quello produttivo, seppur importante. L’oliveto, con 10 milioni di alberi, dominava con la sua presenza la nostra provincia e come un immenso bosco compensava la scarsa presenza di parchi e superfici boschive. Se ipotizziamo un assorbimento annuale per ogni singolo albero di ulivo di 30 kg di CO2, dato del tutto verosimile, e lo moltiplichiamo per i 10 milioni di alberi otteniamo 300 mila tonnellate di CO2 assorbita da quella che era una foresta rurale. Una enormità che fa ben comprendere la questione ambientale ed ecologica legata anche alle anomalie climatiche in atto su questo territorio.

Adesso ipotizziamo una produzione media di 110 g di CO2 per chilometro percorso da una automobile: se pensiamo a una percorrenza media di 10mila chilometri l’anno, questa automobile immetterà in atmosfera 1100 kg di anidride carbonica in un solo anno. Vuol dire che quei 10 milioni di ulivi permettevano di compensare le emissioni di 270 mila automobili, dato sicuramente sottostimato rispetto alle reali potenzialità. Una quota di assorbimento di CO2 altrettanto necessaria se pensiamo alle enormi emissioni di Cerano e dell’Ilva. Se consideriamo che altre specie vegetali, anche in ambiente urbano, soffrono sintomi di disseccamento, il quadro che emerge è drammatico. È necessario pertanto che la politica a tutti i livelli si preoccupi di questi aspetti e con le opportune strategie pianifichi gli interventi necessari per non far collassare un territorio in declino”.

Casili si sofferma sulla sottomisura 8.1 “Sostegno alla forestazione/all’imboschimento” del PSR, che avrebbe potuto dare delle risposte al territorio. La stessa prevedeva un sostegno da erogare in termini di contributo in conto capitale, commisurato ai costi sostenuti pari al 100% della spesa ammessa e permetteva l’acquisto di materiale vegetale, arboreo ed arbustivo oltre un premio annuale per ettaro per un periodo di 12 anni e un ulteriore premio a copertura del mancato reddito agricolo.

“La misura aveva una dotazione finanziaria esigua, 20 milioni di euro – continua Casili ma sarebbe stato un primo passo, invece la maggior parte di quelle risorse sono arrivate nel foggiano lasciando all’asciutto la nostra provincia. Vanno rivisti sicuramente i criteri del PSR perché è impensabile che la maggior parte delle misure agroambientali, vedi i muretti a secco, non vedano interessato un territorio come il nostro che ha bisogno di guardare al futuro. Occorre adesso guardare al futuro e mettere a sistema queste misure e le altre che verranno per non correre il rischio di sprecare risorse pubbliche su un territorio che chiede una seria programmazione e pianificazione”.

/comunicato

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