Cronaca Scienza e Tecnologia

E’ allarme cybertruffe affettive: lui si finge innamorato e le spilla 150’000 euro nel giro di un mese.

L’uomo aveva finto di provare un grande amore per una donna, ma in realtà era interessato solo ai suoi soldi. La polizia è sulle tracce dell’autore del raggiro. Lo Sportello dei Diritti: “Chiunque può cadere nella trappola”

Chiunque può cadere nella trappola delle truffe affettive via web. Lo conferma la denuncia di una donna raccontata in una nota dalla Polizia del Comune svizzero di Baden che dimostra come al danno economico si aggiunge quello del cuore. Nello specifico, Lui fingeva di provare un grande amore per una donna della regione del Canton Argovia, ma in realtà era interessato solo ai suoi soldi.

I due si sono conosciuti su un sito di incontri e la donna ha finito col versare nel giro di un mese 150’000 euro su un conto in Turchia. In una nota la polizia cantonale argoviese indica di avere avviato indagini per cercare di risalire all’ignoto autore del raggiro. Questa vicenda, ha in qualche modo, portato all’attenzione il fenomeno delle truffe affettive effettuate tramite profili social di uomini inesistenti come questa triste storia conferma.

Può succedere a chiunque, non solo alle persone fragili o senza vita sociale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Il fatto è che questi truffatori sanno entrare nella mente delle vittime, un po’ come se fossero degli psicologi. Ti studiano e cercano di isolarti, per poi colpirti nel momento giusto, quando sei presa e in ansia. Infatti, l’obiettivo del truffatore è quello di guadagnare la fiducia della vittima per ottenere somme di denaro sotto la finta richiesta di un prestito, di un regalo oppure di un aiuto per una situazione di emergenza.

Il raggiro termina quando sono stati consegnati i soldi o quando la vittima scopre di essere stata truffata. Con la fine dell’imbroglio si chiude repentinamente anche la relazione, con le vittime che vivono in modo traumatico la perdita della persona, più grave della perdita economica stessa.

Giovanni D’AGATA

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