Attualità

È stato licenziato l’unico tecnico che non aveva firmato l’analisi costi-benefici sulla Tav

Secondo il ministero delle Infrastrutture la decisione è stata presa perché Pierluigi Coppola aveva rilasciato interviste non autorizzate e aveva realizzato un contro-dosseir “con numeri sballati”

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha licenziato Pierluigi Coppola, uno degli esperti che si era dissociato dalla valutazione negativa sulla Tav elaborata dalla commissione costi-benefici di cui faceva parte.

A confermare le anticipazioni del ‘Messaggero’ è lo stesso ministero. L’ingegnere è stato licenziato con una Pec firmata dal ministro Danilo Toninelli.

Coppola, spiegano al Mit, “ha violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate e soprattutto resta un’ombra su di lui, in merito al falso contro-dossier con numeri sballati sulla analisi costi-benefici Tav che gli è stato attribuito sulla stampa e di cui poi lui ha smentito la paternità senza però chiedere rettifica ai giornali che glielo attribuivano”. 

Classe 1972, originario di Napoli, docente a Tor Vergata ed esperto di “studi di fattibilità”, il professor Pierluigi Coppola è l’unico dei 6 membri del gruppo di lavoro sull’anali costi-benefici a non aver firmato il documento. Gli altri esperti, capitanati da Marco Ponti, erano Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Riccardo Parolin e Francesco Ramella. Si è laureato alla Federico II di Napoli, ed è dal 2010 professore associato di ingegneria dei Trasporti nel dipartimento di Ingegneria dell’Impresa all’università di Tor Vergata, a Roma. Nel suo curriculum figura anche una docenza al Massachussets Institute of Technology e un corso di specializzazione organizzato dalla Croucher Foundation di Hong Kong.

Era l’unico confermato dalla vecchia struttura voluta dal predecessore di Danilo Toninelli, il Pd Graziano Delrio. Dal Mit era arrivata la precisazione Coppola non aveva partecipato, “in specifico, alla stesura della relazione sulla analisi costi-benefici Torino-Lione”.  

Cosa aveva detto Coppola

Al Corriere della sera aveva spiegato i motivi del suo parere contrario. 

“Non ne condivido la metodologia utilizzata”, aveva detto Coppola: “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale”. Il metodo usato da Ponti, spiegava Coppola, “Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici”. E quindi, prosegue: “ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto. Per me è importante che le opere vengano valutate correttamente, siano esse la Tav o un’autostrada”. 

“Non è ormai un mistero il fatto che l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti sia una procedura inedita, non prevista da alcuna linea guida, europea o italiana”, è l’unica anomalia di cui vuole parlare nell’intervista. 

Fonte:AGI

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