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Farmaci, la guerra dei prezzi nelle mani dei delinquenti della sanità malata.

Siamo al limite della sopportazione e nelle mani di faccendieri senza scrupoli che speculano sui costi dei medicinali senza curarsi in alcun modo dei pazienti, soprattutto da quelli affetti da malattie oncologiche.
Mors tua vita mea; è proprio così ed i problemi per i pazienti sorgono nel momento in cui si avverte la necessità di avere bisogno del medico di famiglia. L’attesa snervante nell’ambulatorio, la visita sommaria, infine la prescrizione di un farmaco. In farmacia al paziente viene rivolta la domanda: vuole il farmaco originale o quello equivalente? A quel punto l’utente potrebbe scegliere di acquistare il farmaco “griffato” che naturalmente costa più dell’equivalente ma con i tempi che corrono quasi sempre si opta per il risparmio di qualche euro.
E’ questa una procedura normale? E’ il paziente che deve assumersi la responsabilità della scelta del farmaco oppure dovrebbe essere il medico di famiglia a determinare la scelta?
Ci siamo recati in una farmacia amica ed abbiamo chiesto in confidenza come stanno le cose e abbiamo ottenuto una risposta oltremodo mortificante: l’effetto di un farmaco equivalente è ridotto rispetto al farmaco griffato di almeno il 20% ragione per cui la terapia può risultare inefficace o tardiva.
Succede anche che grossisti senza scrupoli facciano incetta in Italia di farmaci griffati acquistandoli a buon prezzo e rivenduti all’estero a prezzi maggiorati, creando carenze di disponibilità nel nostro Paese. A volte perfino negli ospedali mancano i farmaci contro il cancro.
Dei medicinali alternativi vi parleremo più compiutamente appena ci perverranno indicazioni dettagliate.
Un’ ultima curiosità: pare che le case farmaceutiche conoscano i movimenti delle medicine e di chi le prescrive per i dovuti “ringraziamenti”.

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