Prima Pagina Puglia

Ferrovie del Sud Est: settembre andiamo è tempo di … pagare

Siamo a settembre e si inizia a fare i conti con la passata stagione estiva. La Puglia ha registrato al solito il tutto esaurito ma, dagli addetti ai lavori, si alza il coro di quelli che si lamentano pesantemente dei servizi di trasporto. E sono tanti. Le associazioni degli albergatori del Salento, tra gli altri, hanno indirizzato vibranti lamentele all’assessore Giannini sulla scarsa qualità del servizio di Trenitalia.

A nulla pare siano bastate alcune misure tampone e nuovi orari. E proprio a proposito di Trenitalia, occorre dire che in Puglia i collegamenti ferroviari sono davvero deludenti, non parliamo poi della sua collegata Ferrovie del Sud Est. È di qualche giorno fa la notizia che il tribunale regionale ha confermato multe alle FSE per 3,1 milioni per lo stato fatiscente dei treni e dei bus dopo le verifiche svolte dagli ispettori. Altri quattro milioni di multa sono invece in arrivo. Ricorderete che l’ex commissario Viero aveva consentito che i treni circolassero senza freni e con le ruote consumate. Il sub commissario Mautone (ora addirittura promosso a direttore generale del MIT) per sostenere l’azione di Viero, era arrivato perfino a sottoscrivere nella relazione commissariale che «la gestione non ha registrato disservizi di rilevante entità tanto che non si sono registrate segnalazioni di rilievo da parte del Committente (Regione) né tanto meno da parte degli organi di stampa …». Come si vede tutto era stato fatto per nascondere la realtà dei fatti di cui la stampa aveva dato però puntualmente conto. Dovrebbe essere lui a pagare i 28 milioni per le mancate puntualità! Vedrai che la prossima volta le sue dichiarazioni saranno più oneste e sincere. A nulla è dunque servita l’accanita difesa dei legali di Ferrovie dello Stato, che dovrà pagare questa volta di tasca propria se vuole (davvero) evitare il fallimento della società. I furbi avvocati di FSI hanno però giocato l’estrema carta di contravvenire a quanto deciso dal giudice di Bari, Nicola Magaletti, sospendendo tutti i pagamenti rivolgendosi al tribunale di Roma. Si badi bene, Roma e non Bari quale estremo tentativo di trovare un giudice più accomodante. E non certo a Berlino, ma … appunto a Roma. Non dimentichiamoci che l’avvocato, estensore del reclamo, è stato sottosegretario al ministero di Giustizia ed è ben introdotto nella famigliare nomenclatura romana. Stando a quanto riportato da qualche quotidiano, per uscire dalla crisi in cui versa, FSE avrebbe pagato parcelle d’oro a questo avvocato. Chissà quanto sarà il suo compenso se davvero riuscirà a congelare i 43 milioni dovuti ai fornitori che l’azienda furbescamente ritiene frutto di operazioni poco chiare. L’avvocato, dicevamo, ingaggiato per salvare la società, era balzato agli onori della cronaca dopo le dimissioni dal suo incarico come sottosegretario del governo Monti, in seguito a un’indagine per reati fiscali, successivamente archiviata. La strategia seguita da Ferrovie dello Stato ci appare dunque chiarissima: non pagare i debiti accampando le più strampalate scuse anche contravvenendo alle regole imposte dal concordato preventivo per “allungare il brodo” barcamenandosi col servizio di trasporto (vedremo cosa succederà alla apertura delle scuole…) fino al termine del contratto di servizio con la Regione. Ricorderete che FSE è stata l’unica a non chiedere la proroga del contratto, il che significa che nel 2021 i treni verranno messi a gara mentre a quella sulla gomma del prossimo anno, parteciperà di certo non FSE (perché per l’appunto non avrà i requisiti per partecipare) ma Busitalia. A quel punto FSE non esisterà più affogata nel mare magnum di Trenitalia alle prese con la temeraria operazione di salvataggio di Alitalia (non sono riusciti a salvare FSE figuriamoci salvare una azienda che ha debiti per quasi 8 miliardi). Si faranno dunque le gare in Puglia e sappiamo che la tedesca Arriva sta già affilando le armi dopo essere stata estromessa da Viero dalla “non gara” per l’aggiudicazione di FSE. Vedremo come andrà a finire dato che nel recente passato le “gare” (il virgolettato non è casuale) per il trasporto su gomma, hanno visto situazioni a dir poco imbarazzanti e che riguardano proprio Busitalia. È recente la vicenda di Parma dove tra gli indagati per turbativa d’asta figura anche il nome di Renato Mazzoncini (ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato) che è accusato anche di corruzione tra privati e rivelazione di documenti segreti. Mazzoncini non è nuovo alle aule del tribunale. L’ex capo di FSI, uno dei Renzi boys, è stato infatti rinviato a giudizio da un giudice di Perugia per truffa per i contributi pubblici al trasporto locale in Umbria. Si parla tanto di fare gare al massimo ribasso e questi sono i risultati.

Related posts

Solidarietà al consigliere Mario Conca querelato da Emiliano per avere sollevato il grave problema delle visite intra ed extra moenia.

redazione@metropolinotizie.it

Gli ospedali lanciano l’allarme: mancano gli infermieri!

redazione@metropolinotizie.it

Rieletta Rosa Barone presidente della Commissione di inchiesta sulla criminalità

redazione@metropolinotizie.it

Collegi revisori dei conti delle Asl pugliesi. M5S: “Emiliano si sveglia e nomina i componenti della Regione solo dopo la nostra diffida”

Redazione Metropoli Notizie

Rapine e furti nelle masserie, CIA Levante: “Nella Murgia Barese è emergenza”

redazione@metropolinotizie.it

La legge del taglione colpisce Emiliano

redazione@metropolinotizie.it

Questo sito utilizza cookie per finalità esclusivamente tecniche. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie. Accetto Leggi di più

Privacy & Cookies Policy