Prima Pagina Puglia

Giannini, se ci sei batti un colpo!

Leggiamo dalle cronache di ordinario degrado: pensiline sventrate, servizi igienici mai entrati in funzione, biglietteria inesistente, rifiuti abbandonati. Voi direte il Bronx? No. Il Salento, anzi le Ferrovie del Sud Est! Da quel girone dell’inferno, ogni giorno scendono e partono migliaia di studenti, lavoratori, turisti. Le cose vanno peggiorando sempre di più e ancora, nonostante le numerose lamentele, non c’è niente che funzioni, neanche ci sono spazi per accogliere gli autisti che attendono di riprendere il servizio. I dipendenti della società del ricco gruppo di ferrovie dello Stato, quello che dovrebbe sistemare l’Alitalia, si sono costruiti le panchine di legno per sedersi nelle pause. I ragazzi si alzano inutilmente all’alba per tentare di arrivare in orario a scuola e le famiglie si sono organizzate con navette private pagate a caro prezzo. Sono 230 i bus per 300 corse al giorno su cui viaggiano 16.000 ragazzi. Ancora oggi sul sito di Ferrovie dello Stato compare il descamisado Giannini al taglio del nastro del più grande bluff mai realizzato dall’attuale assessorato, ovvero la presentazione della nuova flotta degli ATR in Salento. Peccato però che non se ne sia visto nemmeno uno e gli studenti continuano a pigiarsi su autobus malandati e usati-come-nuovi, comprati ad Avellino senza alcuna procedura di gara competitiva. Sul banco degli imputati, mutatis mutandis, questa volta ci sono i manager spediti da Roma a … risollevare le sorti delle Sud Est. O forse ad affossarle. Nelle intenzioni questa “nuova” FSE avrebbe dovuto accogliere a bordo di bus treni e navette di linea gli studenti e i pendolari ma le gravi carenze e criticità palesatesi in questi anni, si sono tradotte, nei fatti, nella impossibilità di raggiungere la scuola e il posto di lavoro. Nessuno in Regione a quanto pare, sembra accorgersi dello sfacelo e dello scandalo di quanto è avvenuto dal 2016 in poi e a quanto pare chi ha causato questo assurdo disastro è ancora a “piede libero”. Libero di danneggiare con la propria incapacità e spocchia, la civile convivenza. Qualcuno che ancora siede in FSE, raccomandato dal “partito”, con stipendio da dirigente, in attesa della giammai meritata pensione, prima o poi si dovrà pur vergognare dei dossieraggi, delle maldicenze, dei pettegolezzi, delle illazioni e delle libere interpretazioni a senso unico offerte in pasto ai terminator di turno che in pantofole (sic!) o con le pedule ai piedi a passo d’oca, marciavano su e giù nei corridoi della società di trasporto e sulle anime dei tanti sventurati. Sì, quel tempo è davvero arrivato.

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