Politica

“Giuseppi” da servitore a padrone, una fulgida carriera

Parliamo di servitore senza avere alcuna intenzione di offendere alcuno, ma per lunghi mesi il premier ha dato la netta impressione di contare poco nel ruolo difficile e subalterno che gli era stato affidato, fino a quando ha capito che probabilmente la morsa di Salvini e Di Maio poteva essere neutralizzata.

Dopo quasi un anno, Conte, in giro per il mondo a contatto con personalità internazionali, ha imparato in fretta che poteva osare di più approfittando degli errori e del linguaggio meno appropriato di Salvini, ha capito quale poteva essere il suo reale ruolo ed ha atteso che la crisi si concludesse con l’incarico di tentare di formare un Governo più di sinistra possibile, la cui vita dipenderà questa volta dalla sua abilità, visto che Zingaretti sa bene che se si dovesse tornare al voto la sua fulgida carriera potrebbe essere arrivata al capolinea.

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