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Gli imprenditori italiani preferiscono svendere

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L’ultima della lunga serie di una politica nazionale fallimentare è stata la svendita ad investitori stranieri della famosa indesit italiana che per tanti anni è stata il vanto nazionale della moderna tecnologia applicata agli elettrodomestici. Una lunga serie di un fallimento politico che ha condizionato e sta ancora compromettendo quello che rimane  delle industrie che per quasi un secolo sono state leaders nel mondo. La Birra Peroni, nata in Italia nel 1846 è stata ceduta agli arabi, mentre Carapelli,Sasso,Bertolli agli spagnoli;Valentino, Gucci,Emilio Pucci,Loro Piana,Bulgari,Acqua di Parma, Prada,Fendi,Pomellato venduti ai francesi e così un lungo elenco di svendite agli stranieri, circa un centinaio tra grandi e piccole ma storiche aziende italiane.Non ci fa piacere scrivere queste notizie non certo allegre, ma gli italiani devono sapere quello che sta accadendo nel nostro Paese dove il made in Italy è andato a farsi benedire e si vive solo di cineserie prodotte a basso prezzo con materiali scadenti, e la gente si accontenta delle imitazioni. Questo è il risultato vero del mercimonio politico e della improvvisazione di arrampicatori sociali che hanno depredato tutto ciò che era possibile alla faccia della nuova povertà italiana che aumenta sempre più. Fare pagare la tasse a tutti è possibile e credo sia possibile raddrizzare il percorso di questa nostra barca che fa acqua da tutte le parti con cento fori e due tappi. Occorre serietà d’intenti, stabilire nuove regole che valgono per tutti e devono essere seriamente punitiva per gli evasori e per i truffatori. Carcere, come in America per i grandi evasori processi veloci e penalizzazione per i reati di frodi fiscali. I delinquenti fondano la loro tranquillità proprio su una Giustizia a scartamento ridotto che fa prescrivere i reati e svuota le carceri rimettendo in libertà chi non merita. Il pesce puzza dalla testa, ed in questo nostro povero Paese dove le grandi marche hanno cambiato padroni e creato di conseguenza grande disoccupazione, non ci resta che tentare l’impossibile con una generazione di classe politica eletta e non nominata che abbia la forza e prima ancora il coraggio di dire basta alle vecchie meretrici  del potere economico che hanno distrutto tutto il lavoro dei nostri genitori in questi trascorsi anni in cui si credeva, si sperava, a differenza dei nostri figli che tentano la fuga all’estero per fare i camerieri dopo aver gettato il sangue sui libri per raggiungere l’obiettivo di un meritato titolo di studio che purtroppo non servirà.

                                                                                                                                                  Lucio Marengo

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