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Gli scarsi risultati degli “scienziati” delle Ferrovie del Sud Est

Sono passati ben 4 anni da quando Fiorillo è stato esautorato da FSE. Ed è ora di fare un bilancio. I debiti durante l’era Viero-Mautone-Mariani sono aumentati a dismisura, i fornitori non sono stati pagati, ed i lavori stanno andando molto a rilento. In pratica, non funziona nulla. E dunque dove sono mai finiti i soldi del contratto di servizio dal 2016 in poi? A dirlo una relazione dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (Ansf) datata 20 dicembre 2018. Un rapporto allarmante, che la stessa Ansf ha pubblicato, in cui bacchetta le inerzie con le quali anche FSE, si è mossa nell’uniformarsi alle prescrizioni emesse dalla stessa agenzia di controllo. Spiega Ansf: «le autorizzazioni rilasciate ai gestori ferroviari delle ferrovie regionali sono pubblicate sul sito dell’Ansf su iniziativa dell’Agenzia stessa. L’esito dell’attività istruttoria è comunicato al richiedente l’autorizzazione, nelle forme previste delle procedure della P.A., attraverso il documento di autorizzazione (ove sussistano le condizioni per il suo rilascio), accompagnata da un eventuale documento tecnico contenente le indicazioni volte a migliorare le evidenze documentali per dimostrare l’implementazione dei processi del sistema di gestione della sicurezza, nell’ottica del miglioramento continuo della sicurezza». Insomma, un messaggio criptico in cui si parla di un report che verrebbe tenuto segreto (… ove sussistano le condizioni per il suo rilascio…). Il perché è oscuro, alla faccia della tanto agognata trasparenza, questione questa sempre agitata nel caso della passata gestione Fiorillo. Ma comunque, il dato delle analisi, ha prodotto come risultato, la minor durata della licenza concessa da Ansf alle società di trasporto a causa delle gravità riscontrate. A rendere ancora più allarmante la situazione, è il contenuto della relazione di Ansf datata 20 dicembre 2018 nella quale l’Agenzia faceva il punto sullo «stato di avanzamento dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni di sicurezza dei gestori». Si legge nel report: «dal risultato delle ultime valutazioni effettuate su 9 gestori infrastrutture, considerando i criteri da soddisfare, emerge che il 26% dei criteri risulta non soddisfatto; il 32% dei criteri risulta parzialmente soddisfatto; il 42% dei criteri risulta soddisfatto. Dopo quasi due anni dalla prima richiesta di adeguamenti di sicurezza, anche se in qualche caso si sono visti dei miglioramenti, i risultati raggiunti non consentono di tracciare un bilancio positivo».  Le Ferrovie del Sud Est hanno assegnato il loro appalto principale solo il 23 settembre 2019! Cosa abbiano fatto in questi quattro anni nessun lo sa. E parliamo di opere che comprendono la manutenzione dei sistemi e delle apparecchiature degli impianti di sicurezza e segnalamento, RTB, telecomunicazioni, informazioni al pubblico, sistemi di videosorveglianza e impianti di luce e forza motrice della rete ferroviaria e delle infrastrutture di produzione e di servizi di Ferrovie del Sud-Est e Servizi Automobilistici S.r.l. Cioè praticamente tutto. Oggi ci chiediamo – dopo l’epoca Fiorillo nella quale invece i lavori sono stati realizzati – perché mai il commissario Viero e poi FS non abbiano eseguito per tempo quelle opere e quindi, con quale grado di sicurezza hanno viaggiato quei (pochi) utenti del servizio. Forse perché la triade commissariale e l’amministratore delegato Mentasti, erano troppo impegnati a predisporre esposti su esposti contro tutti, con l’obiettivo neanche tanto nascosto, di condurre al fallimento le FSE? A favore di chi? Stupisce invero, che nessuno abbia ancora proposto una azione di responsabilità nei confronti di quei commissari e manager che non sono stati neanche in grado di rispettare le condizioni minime di sicurezza. Anzi, nonostante il vuoto pneumatico della loro azione, alcuni di essi sono stati addirittura promossi a nuovi e ricchi incarichi. Basti pensare alla questione delle sbarre che restano aperte, alle littorine degli anni 60, agli autobus inadeguati, e agli incidenti miracolosamente senza feriti gravi. Si è fatto di tutto per addossare ogni colpa a Fiorillo, ma non si dice – dati i deludenti risultati della loro azione – quanto inetti siano stati i suoi successori, gli scienziati manager del Nord, tenendo conto anche del fatto, che tutte le gare per la ristrutturazione della rete e del materiale rotabile, erano state realizzate dalla vecchia gestione. La nuova invece ha dormito, sognando la fine di Fiorillo e di tutti i filistei, ma non certo la rinascita dei trasporti.

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