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La globalizzazione non può essere un fatto solo italiano!

frutta_verduraChe strana questa globalizzazione, ma nel nostro Paese la esterofilia ha creato seri danni alla nostra economia. Non esistono più marchi italiani  nelle telecomunicazioni ed anche negli elettrodomestici,fino a qualche anno fa le auto straniere non erano così diffuse come lo sono oggi e specie le vetture istituzionali erano quasi sempre Fiat,lancia,Alfa Romeo.Oggi accade Il fatto strano perchè in Francia le auto di Stato e quelle istituzionali sono tutte francesi, in Germania tedesche, in Spagna, spagnole, in Italia invece le auto di marca nazionale  sono state sostituite essenzialmente da quelle tedesche. Qualcuno dice che nell’era della globalizzazione europea e mondiale non si deve essere nazionalisti, ma perchè questo deve valere solo per l’Italia? Possono sembrare marginalità, a meno che le auto straniere non siano migliori delle nostre, costino di meno e durino di più, altrimenti c’è qualcosa che sfugge. Povera Italia, ormai produciamo solo disoccupazione e tutto il prezioso made in Italy dei grandi marchi della moda, appartiene ormai ai nuovi ricchi russi, arabi ed europei mentre quel poco che rimane, fa fatica a sopravvivere e gli industriali preferiscono andare a produrre in Cina oppure nei più convenienti Paesi dell’Est europeo. Cosa rimane di autentico italiano? Sicuramente la enogastronomia che potrebbe farci ricchi, produrre occupazione e tentare in questo modo di risalire la china della disperazione e cominciare a produrre. Avete sentito di quel coraggioso imprenditore agricolo straniero che ha messo in atto l’iniziativa di produrre melograni in quantità industriali su 5 mila ettari in tutta la puglia, prevedendo addirittura se non ho compreso male la creazione di 18 mila posti di lavoro. Ecco le cose che ci infondono entusiasmo e alimentano speranze per un futuro migliore. La puglia è bella è invitante sotto l’aspetto turistico, si mangia bene, l’estate è quanto meno garantita, cosa vogliamo di più? Occorre credere in noi stessi e creare solidi collaborazione con i nostri confinanti della Calabria, della Basilicata e del Molise. Compra e mangia sud, questo deve essere l’obiettivo del riscatto.

Lucio Marengo

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