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I creditori sono stati truffati dai maghi delle Ferrovie del Sud Est?

1300 dipendenti, oltre 2000 fornitori grandi e piccoli, la gran parte dei quali, se non già la totalità, sono famiglie pugliesi che si sono fidate dello Stato. Queste sono le Ferrovie del sud-est. Quello Stato che aveva promesso di eliminare lo squilibrio finanziario (e non solo una parte di esso) iniettando liquidità sufficiente, diceva il decreto legge, ad evitare il ricorso al concordato preventivo che invece ha azzerato il tessuto economico e sociale di una delle più importanti aziende della Puglia.

Quello Stato che, con un testacoda clamoroso, decise di avallare la strategia di FS (Ferrovie dello Stato) di acquisire al suo patrimonio le FSE, facendone pagare il prezzo ai pugliesi che avrebbero dovuto invece essere tutelati. E non solo dal Ministero ma anche e soprattutto dal governatore Emiliano. È questa la sua attenzione ai pugliesi? Le sempre più confuse e sconcertanti dichiarazioni di Viero e le prime sterili lamentele di Mentasti, ieri nella lunga udienza del processo a FSE non hanno fatto altro che confermare il fatto che lo Stato è venuto ancora una volta meno agli impegni presi con la popolazione del Sud Italia. In Italia e all’estero ci si lamenta dei servizi scarsi e dei treni lenti, della rete ferroviaria colabrodo, degli autobus senza gomme invernali. Benissimo. Ma perché non dire che il caro Minervini prima e Giannini poi, hanno sistematicamente pagato i corrispettivi di servizio alle Ferrovie del sud-est con ritardi dell’ordine anche di 360 giorni. Senza i soldi della Regione e senza gli opportuni investimenti da parte di Roma come si potevano comprare le gomme da neve o gestire i rotabili? Ma poi, quando a seguito dei mancati incassi dei crediti regionale e ministeriali, le Sud Est si sono trovate in crisi di liquidità (voluta da qualcuno?), miracolosamente ecco arrivare il mago di Marostica, che solo imponendo le mani, in una settimana, capisce tutto anche se non ha letto un solo documento, e ottiene anche il pronto pagamento del canone trimestrale corrente dalla Regione. Neanche il mago Silvan vi sarebbe riuscito senza l’aiuto del duo Calvello/Porcelli, sui quali il buon Viero ha tentato di scaricare ogni responsabilità per le informazioni ricevute, essendo stati in grado di ritrovare solo parte dei documenti amministrativi ma non quelli ben più importanti e decisivi per chiarire il decennio di amministrazione precedente. Ci riferiamo in particolare a quelle delibere, a quelle corrispondenze con il socio Ministero e soprattutto a quei verbali del collegio sindacale che, se portati a completa e tempestiva conoscenza degli inquirenti avrebbero certamente dato un altro corso alle indagini e ben avrebbero impedito il ricorso al concordato preventivo, catastrofico per i malcapitati creditori della società. Ecco poi arrivare dalle brume varesine, il boss dell’aeroporto di Bergamo, Mentasti, che deve ancora chiarire che ci faceva un leghista doc come lui, in prestito e solo per l’affare FSE , alle Ferrovie dello Stato dal duo Mazzoncini-Renzi; ma siamo sicuri che lui stesso, in prosieguo di udienze, ci vorrà chiarire questo innaturale intreccio politico – economico. Le FS con l’arrivo di Mentasti mandano, treni, mezzi, uomini, soldi e macchine tecniche per fare i controlli della rete. Insomma un vero e proprio piano Marshall. Gratuitamente. Il mandato ricevuto da Mentasti, si rivela improvvisamente in tutta la sua portata: acquisire gratis la seconda azienda privata di trasporto in Italia, avviando una imponente collaborazione tecnica organizzativa, finanziaria, e di risorse umane specializzate, gentilmente offerte da FS per vincere la arretratezza di Sud Est che palesemente deriva dalle gravissime mancanze dello Stato. Niente investimenti all’epoca di Fiorillo per il rinnovo del parco rotabile, nessun piano di raddoppio dei binari, finanziamenti tagliati dalla Regione anche per ciò che riguarda la installazione dei sistemi di sicurezza, ritardi cronici nel pagamento del canone di servizio. Crediti buoni che diventano farlocchi, grazie alle magie contabili della Deloitte, e quando già il Ministero li aveva tutti confermati in tutti i bilanci, dando tra l’altro mandato a Fiorillo perché facesse il possibile e l’impossibile per recuperarli. Di chi sono questi crediti se non dei creditori della FSE? Dei PUGLIESI. Perché al Consiglio di Stato c’è ancora una causa in corso avverso la acquisizione da parte di FSI? E se venisse accolto il ricorso cosa succederebbe? E per quanto riguarda il concordato, i creditori beffati da FS intendono sottostare alla falcidia delle loro spettanze o rimettere in gioco le loro legittime ragioni alla luce dei fatti che stanno emergendo? La verità è che si è voluto regalare alle Ferrovie dello Stato una azienda da usare come un supermarket, scegliendo i pezzi migliori da prendersi, in primis i bus, lasciando tutto il resto alla silenziosa Regione. Prima di adesso, nessuno né il ministero né la Regione hanno inteso offrire al manager tarantino alcun aiuto e occorre anche dire che dalla lettura degli atti, risulta che egli avesse sempre subìto le pressioni, prima di Vendola (Minervini} e poi di Emiliano (Giannini). La stampa locale non parla più di quanti soldi FS abbia immesso in Sud Est, neppure interessano più quante e quali siano le consulenze esterne oggi subentrate alle precedenti. Non c’è che dire FS gode di buona stampa, anzi ottima. Anche se di treni ne circolano meno della metà ed i viaggiatori sono scomparsi. Un piano Marshall di FS per la Dunkerque regionale.

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