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I furbetti del quartierino assunti dalle Ferrovie del Sud Est

Se andiamo a leggere l’art. 640 del codice penale vedremo che, nel diritto italiano, la truffa è l’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri. E in effetti a ben vedere qualcuno dalla vicenda di FSE ci ha guadagnato eccome. Abbiamo infatti scandagliato in lungo e in largo le carte ma anche i pettegolezzi e le mezze verità, del caso delle Ferrovie del Sud Est, attirandoci anche il biasimo di qualcuno che ha, forse troppo frettolosamente, definiti beceri i nostri articoli. Il nostro scopo non era certo fare della prosa, ma solo dimostrare ai nostri lettori che Sud Est non era decotta e che il suo default è stato deciso a tavolino, contesa com’era da Emiliano da una parte  (… e la nota cordata di imprenditori locali col supporto di una ditta tedesca) e dalle Ferrovie dello Stato, dall’altra.

Alla fine, come noto ha avuto la meglio FS che ha imposto Mentasti sul candidato di Emiliano, l’avv. Mariani. Ormai questi sono fatti assodati. Non c’è stato niente da fare neanche per Viero, il quale ha fatto di tutto per dimostrare, numeri alla mano, che FSE avesse un grosso potenziale se solo i crediti fossero stati pagati e se soprattutto la Regione non avesse avuto niente da ridire circa la rendicontazione dei fondi. Rendicontazioni che qualcuno aveva definito ‘farlocche’. Tanto che si parlava di ingenti restituzioni alla Regione Puglia, quando invece i fondi pagati a FSE risultavano già accettati ed omologati dall’Unione Europea, senza contestazioni di sorta né richieste di restituzione! Insomma un’altra balla grande come una casa.

La cosa davvero inquietante è che chi ha sollevato la questione, è stata – ancora una volta – la Deloitte, sempre e solo la Deloitte. Nel davvero ‘pregevole’ manuale di come si uccide un’azienda, la società di consulenza di Corso Vittorio Emanuele, aveva inviato presso FSE, quasi certamente su spinta della Regione e d’accordo con l’ex commissario Viero, un plotone di giovani capeggiati da quel Calvello che – sulle ceneri di Fse e sulla carne viva di quelli che a causa delle sue ‘rilevazioni’ sono dei morti civili – hanno fatto carriera e proprio nell’azienda che loro hanno paradossalmente contribuito a fare fallire! Ci riferiamo anche a quella giovane (e forse inesperta) M. P. che avrebbe erroneamente certificato l’obbligo, da parte di FSE, della restituzione di crediti europei incassati invece regolarmente.

Ben si comprenderà che se da una parte si dice che i crediti sono falsi e dall’altra che FSE deve restituire così tanti quattrini, è logico che la Procura, basandosi proprio su quel lavoro della Deloitte, abbia agito di conseguenza.

Ci dicesse la Deloitte se FSE è stata davvero richiamata a restituire un solo centesimo di quei crediti! Ma appare ormai chiaro che la rappresentazione che la Deloitte ha voluto offrire alla Procura del management di FSE (e di cui ne dovrà riteniamo rispondere) fosse quella di una banda di marioli dediti alle truffe.

Dicevamo di questa dott.ssa M. P. della Deloitte, che alla fine del suo ‘mandato’, è stata premiata anche lei con l’assunzione in FSE, e forse, proprio su input di Calvello. Che strano!?

Ora se le carte che abbiamo esaminato e di cui abbiamo più volte dato analiticamente conto nei precedenti articoli, indicano chiaramente che i crediti erano quasi di 140 milioni di euro e soprattutto che nulla FSE doveva restituire alla Regione, ci pare allora che si possa dire che per raggiungere il proprio sordido obiettivo, qualcuno, abbia raccontato delle panzane. Che i truffatori insomma siano altrove.

Che dunque si possa sostenere che – per l’ottenimento di un vantaggio a scapito di altri, come ad esempio l’assunzione super pagata e a tempo indeterminato in una azienda statale – qualcuno abbia indotto in errore la Procura, attraverso appunto artifici e raggiri.

L’Altra verità, piano piano, si sta facendo strada, e le testimonianze fin qui acquisite (attendiamo con grande interesse quella dell’ex direttore finanziario di FSE che alla scorsa udienza ha dato forfait presentando un certificato medico dalla remota data…), dimostrerebbero che ci sia stata enorme superficialità da parte di qualcuno – comunque inescusabile, per i danni che ha comportato alla vita dei malcapitati – nella gestione dell’accertamento puntuale della vera ed autentica situazione economica di FSE.

In primis ovviamente da parte dell’ex commissario Viero, dei suoi sodali, e poi di Deloitte e dei suoi accoliti. Il gioco al massacro perpetrato da questi fenomeni di manager e  consulenti vari super pagati, sta finendo e, asciugato il discorso da tutte le balle che sono state raccontate sui giornali di regime, apparirà con chiarezza la verità dei fatti, dando a Cesare quel che è di Cesare.

Solo una richiesta a giudici del Tribunale: fate presto!

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