Prima Pagina Puglia

Il brutto mistero del fallimento di ferrovie Sud Est

Ci siamo. Adesso possiamo davvero dire che siamo arrivati al cuore del problema di Ferrovie del sud est con la amara conferma che chi doveva controllare non lo ha fatto.

Non lo ha fatto il socio unico, il ministero dei trasporti nelle persone del direttore generale Digiambattista prima, e di Mautone dopo, quello che, a quanto è stato detto l’altro giorno in udienza, fece sparire 36  milioni di crediti che proprio lui aveva asseverato nel bilancio di Fse.

Non lo ha fatto la Regione che ha lasciato che le cose andassero così fino a che Giannini non si è accorto che avrebbe dovuto pagare a FSE la bellezza di 130 milioni. Denari che non c’erano in cassa, tanto che aveva proposto a FSE, in compensazione, anche la cessione del materiale rotabile.

Non lo ha fatto il collegio sindacale composto addirittura da importanti e qualificati membri del Consiglio di Stato, MIT e Ministero del tesoro. Possibile che le azioni giudicate truffaldine di Fiorillo, sarebbero passate inosservate a questi valenti e seri professionisti? Consentiteci le nostre serie perplessità.

Chi è colpevole o più colpevole di altri se davvero verrà acclarata, una volta per tutte, la bancarotta? Dalla lettura dell’atto di conclusione delle indagini, si capisce perfettamente che le accuse della Procura si basano sulla famosa e controversa perizia contabile della Deloitte e forse su talune intercettazioni telefoniche, nelle quali l’ex commissario Viero, il terminator di Marostica, pare si accordasse con il direttore di BNL probabilmente in cambio di cortesie famigliari.

In effetti nel solo periodo di commissariamento, FSE ha versato a BNL circa 30 milioni di euro, quando da tempo ormai si sapeva dei fossero incestuosi rapporti di BNL con l’ex amministratore unico di FSE. Va detto che l’ex commissario non è indagato. Del resto non sono indagati neanche i sindaci o i dirigenti del ministero. Un unicum in un caso come questo di bancarotta. Già questo fatto è molto strano. Perché siano state pagate da Viero alla BNL nel periodo 2015/2016 quelle ingenti somme nessun lo sa. Somme che verosimilmente avrebbe potuto essere ben più proficuamente impiegate per riorganizzare le attività aziendali. Non senza colpa appare Ferrovie dello Stato che, a fronte della cessione gratuita di FSE, avrebbe dovuto rimuovere lo squilibrio finanziario, anche se adesso si scuserà dicendo che ha contravvenuto a causa delle evidenti questioni penali. Peccato però che prima avesse eseguito una ulteriore due diligence forse non fidandosi di quella della Deloitte e che poi ha evitato di pagare all’atto di intestazione delle quote societarie. Chi glielo ha permesso? Forse FS sapeva già che BNL sarebbe stata attratta da indagine penale? Tutti sapevano tutto, a parte i 2323 fornitori che sono rimasti col cerino in mano? Sono loro che pagheranno alla fine questo disastro? Non senza colpa appare poi la Regione che quelle somme, che più o meno regolarmente pagava a FSE, afferenti appunto al contratto di servizio, nonostante già conoscesse i retroscena della precaria situazione dal momento che già nel 2012 aveva inviato la Deloitte a ficcanasare quando, subito sospetta, era apparsa la costituzione di pegno integrale da parte di BNL proprio su quel contratto. La Regione ha sempre pagato, dicevamo e ci chiediamo quali fossero i rapporti tra i funzionari regionali e quelli di BNL. Possibile davvero che quel Pignataro, importante personalità nel contesto economico pubblico, non sapesse almeno nel 2012, quando cioè lui impone a FSE un rientro lacrime e sangue, che questa fosse già tecnicamente fallita? Possibile poi che nessun funzionario della Regione sia stato almeno sentito in Procura? Possibile invece che qualcuno della Regione avesse informato Pignataro sulle reali condizioni di FSE e forse per questo egli diede inizio a quel rientro forzoso della esposizione? O anche in questo caso FSE era paragonata  alle scie chimiche e a poteri occulti come quelli che avrebbero deliberatamente sparso il batterio della Xylella? Tanti interrogativi e alcune certezze. Qualcuno ha fino ad ora pagato per le colpe di altri.. Se solo si pensa poi che taluni sono stati anche arrestati con la accusa di avere dissipato cifre in verità modeste in rapporto agli anni e al giro d’affari, mentre altri hanno permesso che la banca drenasse tra i 9 e 10 milioni per anno, fa rabbrividire, anche perché nessuno di costoro ha dovuto subire l’onta dell’arresto. Perché?

Lettera Firmata

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