Bari Prima Pagina Puglia

Il (falso) senso delle regole in Ferrovie del Sud Est

Abbiamo notato, dalle dichiarazioni rese in Aula dal dott. Viero – (l’ex professore della Bocconi, ex commissario governativo di FSE ed ex amministratore delegato di Iren, definita dai pm di Parma nell’inchiesta Public Money, il bancomat della politica) – che per eseguire la famosa due diligence in FSE, la Deloitte impiegava 4/5 persone. Il capo team era Calvello mentre tre o quattro erano “ragazzi”; la durata dell’incarico un mese, al costo di 79.950 euro pari a un ribasso del 39% (!) rispetto al prezzo a base di gara. Il costo del team di lavoro (5 persone) complessivo anche dei rimborsi spese, era determinato nell’offerta in euro 325,00 al giorno, molto molto meno di quanto offerto dagli altri competitor in gara. Inoltre, se consideriamo che alcuni “ragazzi” del team Deloitte che hanno partecipato alla redazione della due diligence, sono stati fatti venire a Bari dalla sede di Milano con immaginabili spese di trasferta e rimborsi, vien spontaneo chiedersi se la Deloitte, nel fare il lavoro in FSE non ci abbia anche rimesso. O lo ha fatto per beneficenza? O altro?

Il RUP di Ferrovie del Sud Est e presidente della gara, il funzionario di FSE Rosa Vernoia, ha dichiarato che «In qualità di Rup della procedura ho provveduto ad un’attenta analisi e valutazione dell’offerta tecnica e degli importi offerti dall’aggiudicataria provvisoria, in relazione al costo globale del servizio e al costo medio del team dedicato, compresi eventuali rimborsi spese».

Il che conduce a dire che 5 persone venivano fatturate a 65 euro (spese comprese) in media a giornata lavorativa. Vale a dire 8 euro all’ora. Un immigrato clandestino, raccoglitore di pomodori nelle campagne del Tavoliere, incassa circa 7 euro all’ora. Praticamente uguale. Forse meno.

Qualcuno deve essersi accorto di una tale anomalia, giacché la stessa Vernoia si affretta a dire che «E’ di tutta evidenza che il costo medio giornaliero del team esposto dalla Società Deloitte pari a € 325,00 va approfondito, richiedendo, a parere della scrivente, anche, a corredo della documentazione atta alla stipula dell’incarico, le voci di prezzo che hanno concorso a formare quell’importo esposto». Quindi la Deloitte viene eliminata dalla gara? Nemmeno per sogno!

La Deloitte resta perché forse, il lavoro era già stato fatto da altri e forse la Deloitte avrebbe dovuto solo confezionare i dati prodotti da qualcun’altro che aveva interesse a traghettarla al più presto verso Ferrovie dello Stato. Il che spiegherebbe quel ribasso. Il mistero è grande e diventa sempre più grande se si considera anche l’esiguo tempo a disposizione per consegnare il lavoro, dal 21 gennaio al 26 febbraio e davvero esiguo il numero di addetti al team che ha redatto la due diligence, per una società dalle dimensioni di FSE, solo 5 persone. Naturalmente nelle prossime udienze del processo FSE avremo modo di capire se le nostre domande saranno soddisfatte o meno.

Ma allora come si è pensato di risolvere il problema della gara vinta con tale ribasso dalla Deloitte? La solita Vernoia, forse presagendo che i nuovi commissari avrebbero aiutato a sistemare la figlia (che in effetti è stata poi assunta in Trenitalia dove già lavorava il padre…) si inventa la soluzione: «In ogni caso, si segnala all’attenzione del CDA che la giurisprudenza…, ha chiarito che le valutazioni devono essere compiute in modo globale e sintetico, con riguardo alla serietà dell’offerta nel suo complesso e non con riferimento alle singole voci dell’offerta. Dunque la valutazione sulla serietà e congruità dell’offerta ha per oggetto l’offerta nel suo insieme e non riguarda i singoli aspetti». Peccato che il Consiglio di Stato, tirato in ballo dalla brava avvocatessa, abbia sentenziato che sul piano normativo, considerato i decreti esistenti…., che: i) «per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali».

Inoltre, nello stesso decreto, si legge, che nel disciplinare i criteri di aggiudicazione di appalti di servizi dispone che: i) «nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (…)»; ed altre prescrizioni che adesso non riportiamo per non stancarvi.

Ebbene non occorre essere dei fenomeni per constatare che il prezzo fatto dalla Deloitte fosse assolutamente fuori mercato e, addirittura, analogo a quello dei raccoglitori di pomodoro nelle campagne pugliesi. Il che aggiunge pathos alla già scricchiolante esposizione dei fatti recitata malamente in Aula dal commissario Viero, colui che nulla ha letto e che nulla sapeva (soprattutto che nulla ha fatto se non spulciare le fatture da pagare e non quelle già pagate) ma che, proprio sulla base delle stime redatte dal team pagato come dei “raccoglitori di pomodori”, ha spedito alla Procura una tal quantità di esposti che sol per leggerli, i pm avranno impiegato settimane se non mesi.

Non sappiamo se, in tutto questo scenario che da mesi andiamo descrivendo, quelli che hanno elaborato le velocissime relazioni necessarie all’accusa, per contestare il fallimento delle Sud Est, saranno colpiti, come da un boomerang, da provvedimenti da parte della Procura.

Ci pare infatti che vi sia stata una tal simulazione dei fatti ed una tale catena di errori di valutazione davvero sospetta. Nel frattempo, nel 2016, le Ferrovie dello Stato acquisivano GRATIS le Ferrovie del Sud Est senza gara e senza nessuna offerta economica (quale improvviso regalo “ministeriale” di Delrio a Mazzoncini), presentandosi, alla stampa nazionale e locale, come i salvatori del trasporto locale pugliese, fortissimamente voluti dalla Regione Puglia (ricordiamo che Emiliano all’atto del suo insediamento in regione (2015) dichiarava in pubblico che il problema, prioritario in Puglia, non era il lavoro, o la sanità o la Xylella, ma le FSE…).

Le FS, il monopolista, forte della indiscussa potenzialità tecnica ed economica, in FSE a ben vedere non hanno fatto niente di niente e soprattutto nulla di nuovo per la parte ferroviaria (Per ordini superiori? Per incompetenza?) ma stanno invece rinnovando la flotta dei bus, chiaramente a spese della regione, (per favorire Busitalia, nel sud Italia, per le prossime gare?). Il tutto, contravvenendo addirittura ai patti e alle condizioni sottoscritte al subentro della proprietà stabilite dal Ministro Delrio, che, per regalare le FSE a FS aveva anche rinunciato, (chissà perché?) a mettere a gara le FSE, dove, sicuramente, si sarebbero avute delle interessanti e congrue offerte economiche di acquisto, che avrebbero sicuramente rimpinguato le esanimi casse di FSE. Con la gara e con l’immissione di liquidità in azienda si sarebbe rivitalizzato il trasporto su ferro e su gomma, e sarebbero stati pagati tutti i fornitori. MA le FS, che hanno rilevato la società GRATIS, hanno pensato bene di chiedere subito il concordato preventivo, al fine di pagare solo parzialmente i fornitori e far si che le FSE parte ferroviaria spariscano, come per magia, annegate nel mare magnum di Trenitalia. Così, alle prossime elezioni regionali 2020, Emiliano e Giannini nella loro campagna elettorale potranno evidenziare e dichiarare con soddisfazione, alla stampa ed ai media, di aver finalmente risolto il problema (con la scomparsa della storica società FSE). Inoltre, potranno annunciare con pari entusiasmo e soddisfazione, di aver aiutato tante piccole imprese pugliesi, che lavoravano con FSE, a fallire (!) con la conseguente rovina di tante famiglie. Magia politica del Presidente? Pensiamo di non sbagliare se parliamo di complotti e conflitti di interesse tra gli esponenti regionali e quelli ministeriali contra personam. Intanto la Vernoia a gennaio 2016, avendo saputo che le FSE sarebbero state donate a FS, così concludeva il suo mirabile lavoro: «A conforto degli approfondimenti su esposti, si chiede voler acquisire parere legale in merito».

Ponzio Pilato non avrebbe potuto far meglio!

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