Attualità Bari

Il polo della Giustizia nelle ex Casermette: quando, come e quanto costerà?

Oggetto : Il Polo della Giustizia nelle aree delle “ex Casermette” di Bari

Il Ministro Bonafede ha annunciato che il 20/06 p.v. intende rinnovare il “Protocollo d’Intesa” del 25/01/2018 per le “ex Casermette”.

Ebbene, i legali dell’impresa Pizzarotti, con nota del 10/05 u.s. hanno ben rappresentato al Ministro Bonafede e a tutte le Autorità Giudiziarie locali, che è tuttora “in itinere” il procedimento della c.d. “Cittadella Pizzarotti”, la cui “percorribilità” è stata recentemente acclarata dall’Europa, in particolare dalla Commissione Europea e dal Parlamento dell’Unione (Commissione per le Petizioni) con nota prot. D 302665 del 21/02/2019.

La Commissione Europea si è così espressa :

È opportuno ricordare, infine, che la sentenza del tribunale italiano (1) non comporta l’esclusione dell’operatore economico in questione da un appalto pubblico stipulato validamente, né impedisce la sua partecipazione a future procedure di aggiudicazione regolari.

Non vieta, inoltre, alle autorità italiane di avviare il progetto…….

Le autorità italiane hanno facoltà, qualora lo desiderassero, di procedere immediatamente e rapidamente ad un nuovo lancio del progetto, per esempio dando avvio ad una nuova procedura di aggiudicazione regolare e trasparente”.

Inoltre, al Ministro Bonafede è stato ben rappresentato che la legge nazionale in tema di “Spending Review”, in tutti i casi di quando realizzazione nuovi edifici governativi, obbliga le Amministrazioni a verificare tramite il Demanio, la possibilità di seguire, in via prioritaria, “Procedure di Permuta con Beni Demaniali” che sono a “Costo 0” per le Casse Pubbliche.

Il Ministro Bonafede, invece, senza aver verificato tale possibilità e in totale spregio di tale legislazione nazionale, ha annunciato un primo finanziamento pubblico di € 94 milioni a carico delle Casse Pubbliche.

Ma l’aspetto ancora più preoccupante è che le aree delle “ex Casermette” sono destinate dal P.R.G. a “Verde di Quartiere”, che costituisce “Limite Inderogabile di Legge Urbanistica”.

Tali aree a “Verde”, che sono ubicate nelle “immediate adiacenze” dell’abitato e non possono, pertanto, essere variate per realizzare edifici di qualsiasi tipo.

La legge urbanistica e il P.R.G. comunale prescrivono, infatti, una dotazione di 11 mq di Verde per abitante, mentre il quartiere Carrassi dispone solo di 2 mq di Verde per abitante e cioè 5-6 volte di meno del limite inderogabile di legge.

E poi ancora, manca lo studio di fattibilità. Poi occorre il progetto, la gara per il progetto, i tempi per il progetto, i tempi per l’appalto e poi i tempi per la realizzazione a lotti, perché non ci sono tutte le risorse.

Facendo la somma, si arriva abbondantemente oltre i 20 anni, come accade per tutte le Opere Pubbliche nazionali.

  • E tutto questo, in una situazione di estrema precarietà e insufficienza in cui versano gli Uffici Giudiziari cittadini.
  • E tutto questo, mentre esiste una proposta, la proposta Pizzarotti, legittimata di recente anche dalle Autorità Europee, che consente una soluzione, in tempi brevi e certi : 15 mesi per l’edificio Penale e 30 mesi per l’intera Cittadella.
  • E tutto questo a “Costo 0” per le Casse Pubbliche, in quanto la Pizzarotti ha espresso la propria disponibilità a seguire le suddette “Procedure di Permuta con Beni Demaniali”, a cui la legge obbliga in via prioritaria.

([1]) Il riferimento è alla sentenza del Consiglio di Stato – Adunanza Plenaria n. 11/2016 del 09/06/2016, intervenuta nel procedimento di Ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 4267/2007 (“Sentenza di Merito”).

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