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Incoscienti e cinici? Il caso dei mancati pagamenti di Ferrovie Sud Est

Oltre al danno la beffa per le tante aziende pugliesi che stanno aspettando di essere pagate, ma che per effetto delle manovre di Ferrovie dello Stato che, invece di rimuovere lo squilibrio finanziario, come da decreto legge, non solo non ha pagato la acquisizione, ma anche è venuta meno alla corretta tempistica di pagamento dei fornitori. È il caso della ditta. O.R.M di San Pancrazio Salentino che vanta crediti per 1,8 milioni senza i quali è di fatto fallita. È noto come centinaia di piccole aziende si trovano nella stessa situazione anche se per importi minori, delle quali a nessuno pare importare niente e che andranno ad intasare le cancellerie del tribunale fallimentare quando dovranno, prima o poi, alzare bandiera bianca.

Il cinismo unito alla furbizia del nuovo “acquirente” della storica Ferrovie del Sud Est fa rimpiangere gli anni in cui a guidarla era Fiorillo, che solo per giochi e giochetti politici ed interessi economici locali, è stata al centro di uno (finto) scandalo che potrebbe essere stato molto probabilmente pilotato al solo scopo di favore qualcuno interessato a prendersi il ricco contratto del trasporto su gomma.

Le ultime testimonianze rese in aula dall’ex direttore finanziario Porcelli, dimostrano infatti che se la Regione avesse provveduto a pagare quanto doveva nei tempi e nei modi corretti, l’azienda ferroviaria poteva essere salvata senza problemi e con lei centinaia e centinaia di piccole aziende locali.

La prossima udienza è fissata per il giorno 10 settembre dove saranno sentiti anche i consulenti tecnici della Procura, che dovranno davvero essere molto convincenti nello spiegare le vere ragioni del default ma anche della sparizione di decine e decine di milioni che FSE era in attesa di incassare anche e soprattutto dalla Regione. Attendiamo poi con interesse di capire il ruolo avuto nella vicenda dalla BNL che prima ha concesso centinaia di milioni di fido e poi, di punto in bianco, ne ha chiesto il rientro. Chi e perché ha ordinato questa manovra che ha condannato al fallimento anche le tante piccole aziende pugliesi?

La risposta a tale quesito, potrebbe certamente darla il presidente  Emiliano, visto che ha voluto, con tutta la sua forza politica e già dal suo insediamento in Regione, mandare via Fiorillo, far scomparire i debiti regionali verso FSE e, quindi, farle precipitare nel caos economico e gestionale. Anche FS dovrebbe rispondere al suddetto quesito, e motivare perché invece di chiedere i crediti vantati da FSE a Regione e Ministero, si sono impuntati nel chiedere, invece, il concordato preventivo e, di conseguenza, farlo pagare ai creditori e fornitori, invece che alle amministrazioni ministero-regione. Il killer che ha portato a tale disastro economico verso i creditori va ricercato verosimilmente tra Ministero – Regione – FS e Banca, ma, forse per tenere buona l’opinione pubblica è stato più comodo ed eclatante, addossare tutte le colpe a Fiorillo e agli ipotetici complici additandoli come presunti malfattori. Conseguenza di quanto detto è che la verità la scopriremo quando sarà ormai troppo tardi e quando tante aziende pugliesi saranno già fallite. Alle prossime elezioni di primavera questo fatto peserà su chi andrà alle urne nella nostra regione, ricordandosi soprattutto di chi ha voluto e portato, con forza, arroganza e presunzione, l’economia locale pugliese a tale disastro.

Meditate gente

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