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La fisica dice addio alle vecchie unità di misura.

La fisica dice addio alle vecchie unità di misura.

Addio alla vecchia definizione delle unità di misura: da oggi le più familiari, come il vecchio chilo, vanno in soffitta insieme a metro, secondo, ampere, kelvin, mole e candela per fare posto ai nuovi criteri di definizione. “E’ una rivoluzione che non comporterà scossoni“, spiega il presidente dell’Istituto nazionale di metrologia, Diederik Wiersma. Nel tempo, invece, a trarre vantaggio dal cambiamento saranno le misure relative a quantità molto piccole.

A stabilire le nuove regole di misura non sono più punti di riferimento fisici, come il Grand Kilo, il cilindro di platino-iridio per il chilogrammo, ma leggi matematiche come le costanti dell’universo. A guadagnarci in precisione saranno settori come l’industria elettronica, l’industria farmaceutica e le applicazioni delle nanotecnologie.

Un sistema “più democratico” – Nessuna conseguenza, invece, per chi va a fare la spesa: la bilancia continuerà a segnare un chilogrammo come ha fatto finora. “Oggi è un grande giorno”, ha affermato la direttrice scientifica dell’Inrim, Maria Luisa Rastello. “Adesso le unità del Sistema Internazionale di misura sono riferite a una costante fondamentale, vale a dire che sono basate su un numero che si trova ovunque: è una differenza enorme rispetto al passato, soprattutto per il chilo, che era ancora un campione materiale conservato in una cassaforte con tre chiavi assegnate a tre persone. Il nuovo sistema è molto più democratico perché i valori di riferimento sono a disposizione di tutti”.

Il nuovo Sistema Internazionale delle misure era stato approvato il 16 novembre 2018 dalla 26esima Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure, nell’ambito della quale l’Italia ha giocato un ruolo importante. Il nuovo sistema sostituisce quello noto dal 1960 come Sistema Internazionale, nel quale erano stati gradualmente abbandonati quasi tutti i riferimenti fisici, ad eccezione del chilogrammo.

L’addio graduale dei riferimenti fisici – Nel 1967 il secondo è stata la prima unità di misura a essere definita sulla base di una costante (transizione dell’atomo di cesio), mentre nel 1979 è stata la volta della candela, definita in base al coefficiente di visibilità. Nel 1983 il metro ha abbandonato la vecchia barra di platino-iridio e in seguito la lunghezza d’onda del krypton per essere definito sulla base della velocità della luce. Mancavano all’appello chilogrammo, ampere, kelvin e mole, che da oggi sono definiti rispettivamente con la costante di Planck, la carica dell’elettrone, la costante di Boltzmann per il Kelvin e il numero di Avogadro per la mole

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