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La squadra del Bari messa al bando, censurata e scomunicata dai soliti censori

Gentile direttore
   tra i tifosi a qualunque costo gira un assioma a qual non si può derogare : il Bari si ama e non si critica e chi lo fa viene messo al bando, censurato e scomunicato dai Censori e quindi additato come tirapiedi, non vero tifoso ed altre amenità del genere. Non rinunciando alla mia libertà , specie quella calcistica di sua natura opinabile, ritengo, da legato al Bari da oltre cinquant’anni, di esprimere la mia. Affermare che i Loseto, i Carrera, i De Trizio, i Bonucci e i Ranocchia erano difensori che difendevano bene è lecito o si deve tacere? E pertanto un portiere che non può essere un secondo ad una squadra che nutre ambizioni di vertice o Capradossi, Marrone, Cassani e Tonucci ai tempi dei succitati non avrebbero calcato certamente le scene del campionato di serie B è lecito dirlo? E di un attacco in cui manca un centravanti di vaglia e di un Floro Flores che tranne una breve parentesi non rende come dovrebbe visto la fama che lo precede , è argomento su cui tacere? E che dire di un Presidente che tace presentando uno stadio dove toilette e sedie sono sporche e mette in vetrina un campo di patate snobbando i giornalisti e facendo parlare un agronomo della Lega?  Certamente Giancaspro, anche per sua stessa ammissione, non è un benefattore e tramite il calcio vuol fare affari ma dipende come investi perché si ha a che fare con uomini e non azioni. E se poi la squadra primavera perde malamente anche a Crotone significa che l’investimento sui giovani è messo da parte. Ultimo giovane che è maturato è Galano e per il resto ci si affida a calciatori di altre società o cresciuti in altri vivai.
 Siamo dunque noi innamorati del Bari con i rilievi che facciamo di intralcio alchè il Bari assurga a migliori fortune? O con il silenzio dovremmo essere complici di débâcle inaspettate?
E gelosi di una squadra gloriosa non permettiamo a chiunque di usare un’istituzione della Città come proprio giocattolo perché appartiene a tutti. Le sconfitte, le delusioni ci sono e ci saranno ma a nessuno permetteremo che siano frutto di resa incondizionata cominciando dai calciatori con dichiarazioni a stampino sotto gli occhi attenti dell’addetto stampa  finendo all’allenatore che glissa sulle domande e non rende conto delle formazioni mandate in campo con giocatori spesso fuori ruolo , vedi Tello terzino.
  E intanto senza preconcetti ed illusioni ci si avvicina alla trasferta di Perugia non certo sotto i migliori auspici ma sempre per gridare “Forza Bari” e cantare il suo inno….senza aver vicino censori , si spera.
                                                     Leonardo Damiani

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