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L’art. 358 del codice penale che roba è?

«Il pubblico ministero compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell’articolo 326 (indagini preliminari, ndr) e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini».
Il caso che ha scosso fin dalle fondamenta il palazzo di vetro di Bari (di cui il furbone Massimo Giletti si occuperà nuovamente nella prossima puntata di Non è l’Arena) e che ha coinvolto il governatore Emiliano, ci offre lo spunto per una seria riflessione. Vi sono stati casi recentissimi denunciati proprio da Emiliano tra i quali anche la ipotesi di mala gestio alle Ferrovie del Sud Est. La faccenda è nota e quindi non staremo a ripercorrere tutta la storia perché ormai ci è venuta a noia. Ora non v’è dubbio che la locuzione che il pm «svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini» debba riferirsi al fatto che l’attività di indagine della Procura e della Polizia Giudiziaria deve estendersi anche a favore dell’indagato. Non siamo, ovviamente, esperti del settore, ma da cittadini raziocinanti ci chiediamo se nel caso di Emiliano, prima di formulare una accusa di tale gravità, siano stati eseguiti tutti gli accertamenti a suo favore. Non possiamo infatti dimenticare che nel caso di FSE nessuno degli inquirenti pare abbia rinvenuto documenti favorevoli agli indagati che potessero giustificare taluni comportamenti. Abbiamo visto che gli investigatori sono andati a copiare il contenuto dei telefoni e del computer di Emiliano e del suo capo di gabinetto, mentre nel caso delle FSE nessuno si è andato a leggere i bilanci degli ultimi dieci anni, né le relazioni del Ministero che li approvava. Possibile che a nessuno sia venuta la curiosità di accertare perché mai sia iniziata la «famigerata» appostazione a bilancio del credito nei confronti della Regione? E che nessuno abbia cercato di capire cosa avesse detto sul punto il socio e i sindaci che avevano condiviso l’impostazione data dall’amministratore all’azione di recupero crediti nei riguardi della Regione Puglia? Forse gli inquirenti – a differenza dei telefoni di Emiliano – non se ne sono occupati perché le conversazioni di Emiliano, per sua fortuna, non erano state oggetto della due diligence della Deloitte. Una volta mutati i capi di imputazione nei confronti degli indagati delle Sud Est, da abuso di ufficio a bancarotta e falso in bilancio, occorreva, quantomeno, estendere l’analisi alle relazioni e ai verbali delle assemblee, e non soltanto alle note spese di Fiorillo che hanno avuto più facile eco mediatica come è stato anche nel caso dell’ex sindaco Marino (assolto). Perché non lo si è fatto? Perché non si è cercato di accertare se Fiorillo avesse effettivamente occultato le perdite, come denunziato dal dittico Deloitte-Viero, o se invece egli avesse sempre agito col pieno consenso del socio Ministero? Ed in tal caso come potrebbe mai configurarsi il falso in bilancio se appunto il socio unico, l’amministratore e i sindaci erano sempre stati tutti consapevoli e concordi? Tutti truffatori? Essi non possono non essere corresponsabili con Fiorillo allo stesso modo anche perché si tratta di una vicenda maturata non in pochi anni, ma in oltre un decennio. Perché allora non sono imputati? E perché le indagini si sono indirizzate e fermate solo sul capro espiatorio Fiorillo e non si è cercato di capire davvero come fosse potuto accadere quello che il noto giornalista locale aveva enfaticamente definito «un saccheggio decennale». Tutta la prudenza usata per colui il quale ha voluto la fine di Sud Est, con Fiorillo non c’è stata. Ma si sa che i giornalisti della “nera” dopo quanto hanno segretamente anticipato a Emiliano sono sotto attenta osservazione perché anch’essi più o meno consapevolmente forse hanno fatto parte del gioco. Il saccheggio decennale delle Sud Est è solo nella testa di qualcuno che non è neanche capace di leggere un bilancio e non è credibile che Fiorillo possa avere, per oltre 14 anni, fatto e disfatto tutto quello che gli pareva, senza il consenso e la autorizzazione del Socio che lo ha, peraltro, ripetutamente riconfermato nella carica proprio grazie al suo operato. Le carte dei bilanci e la corrispondenza che lo provano, a differenza della chat di Emiliano, non sono stati mai ne acquisiti, ne prodotti, ne letti. Non vorremmo pensar male, cioè ad una indagine su FSE,questa possa sembrare preconfezionata e a senso unico, ma i cattivi pensieri riemergono ogni qual volta si sfogliano quelle carte o come è stato nel caso odierno leggere di quanto accaduto a Emiliano o quando qualche manager è stato fatto fuori. Anche il direttore della comunicazione del Monte dei Paschi pareva si fosse suicidato poi hanno analizzato il filmato. Così come si spera che qualcuno analizzi il filmato di quanto è successo alle Ferrovie del Sud Est. «Il pubblico ministero (…) svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini»….

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