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Le riserve idriche della Puglia si riducono sempre più, i responsabili giocano con le parole

Lo stiamo scrivendo da anni che non si può continuare a vivere sperando sempre che il buon Dio faccia piovere al punto tale da riempire gli invasi e stare tranquilli. Questo modo irresponsabile di fare politica, ci stanno facendo rimpiangere la prima Repubblica quando forse c’era qualcuno che rubava ma le cose più o meno andavano avanti,oggi è tutto bloccato, si sprecano fiumi di parole per dire a noi poveri ed indifesi ascoltatori o lettori che occorrerebbe fare questo o quant’altro per migliorare la situazione, magari visto che il tema centrale è la riduzione continua delle riserve idriche, ma nessuno credo abbia mai suggerito quali potrebbero essere le opere da mettere urgentemente in cantiere per scongiurare  rischi che diventano sempre drammatici perchè la mancanza di acqua è un dramma, forse il peggiore che si possa immaginare. Da anni stiamo scrivendo e sollecitando interventi di controllo sulle perdite che sono state anche oggetto di video allucinanti di cascate di acqua potabile imputabile ad una canalizzazione che doveva essere già da anni ispezionata e risanata. Oggi lo dice e lo scrive a chiare lettere anche la Gazzetta del Mezzogiorno che la Puglia e la Basilicata detengono il record delle perdite di acqua che raggiungono quasi il 50% e per mettere a posto le cose hanno fatto venire da lontano un ingegnere nucleare certamente una persona per bene, ma vorremmo sapere  con quale competenza. Basta con le disquisizioni su teorie avveniristiche e irrealizzabili in tempi comprensibilmente brevi perchè di tutto si può fare a meno ma non dell’acqua potabile che è e rimane un bene prezioso. In tante parti del mondo, Paesi arabi per primi,  hanno realizzato  dissalatori che funzionano egregiamente e li abbiamo anche in Italia, ma non se ne parla affatto. Un ultimo aspetto della carenza di acqua sono gli sprechi ingenti e il mancato riuso delle acque reflue depurate, per l’agricoltura. Forse alla Gazzetta del Mezzogiorno qualcuno potrà ricordare il mare di miliardi sperperati dai consorzi di bonifica con la canalizzazione delle condotte e l’imponente affinatore realizzato nel quartiere Japigia circa trent’anni orsono, ma, mai entratoin  funzione.

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