Attualità Politica

Lo schiaffo di Casarini: “Pagheremo la multa per l’ong di Sea Watch”

Casarini, capo missione di Mediterranea, sostiene la “capitana” che con Sea Watch ha forzato il blocco imposto dal Viminale

Anche Mediterranea entra nella bagarre Sea Watch. L’ong italiana di fatto appoggia la manovra “fuorilegge” della nave umanitaria che forzando il blocco del Viminale si sta dirigendo verso Lampedusa con la pretesa di far sbarcare i migranti.

 dare sostegno alla “capitana” Carola Rackete è Luca Casarini, capo missione di Mediterranea. “Diamo il massimo sostegno a Carola Rackete, il comandante della Sea Watch che ha deciso di approdare a Lampedusa in quanto responsabile delle persone salvate. Stiamo già raccogliendo i soldi per pagare l’eventuale multa. Vale più una vita umana”, ha affermato all’Adnkronos. A questo punto Casarini contesta anche la sentenza della Cedu che aveva respinto il ricorso contro l’Italia della stessa Sea Watch. Per Casarini, “la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo è poco coraggiosa, un prendere tempo: usa il pretesto di dire ‘sono in acque internazionali’ ma sostiene di dare assistenza alle persone. E’ una sentenza alla Ponzio Pilato, come se non ci fossero convenzioni internazionali. Ma i naufraghi devono approdare nel porto sicuro più vicino: è evidente che quello di Tripoli non lo è. Il porto più vicino rispetto a dove sono stati salvati i migranti in acque internazionali secondo le convenzioni è Lampedusa”.

Infine contesta le scelte del ministro degli Interni che di fatto ha chiuso i porti: “La Convenzione di Amburgo prevede il soccorso per chi è in difficoltà e questo finisce quando i naufraghi vengono assicurati a un luogo dove vengono rispettati i diritti umani, dove viene fornita assistenza e cura. Andare da un’altra parte avrebbe voluto dire violare questo trattato. Inoltre, secondo l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra, non si possono respingere i migranti di guerra. Le convenzioni internazionali hanno valore di rango costituzionale: c’è una gerarchia di leggi da rispettare. Siamo in un mondo alla rovescia dove chi salva vite viene accreditato come il colpevole”. Insomma la “galassia” buonista si prepara a sostenere la battaglia legale che inevitabilmente Sea Watch e la “capitana” dovranno affrontare.

Fonte: Il Giornale

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