Scienza e Tecnologia

Mail fasulle da indirizzi di posta elettronica di soggetti conosciuti. Il tentativo di “truffa dell’amico all’estero” non si ferma neanche l’estate. A diramare l’allerta la Polizia Postale.

Lo “Sportello dei Diritti”: non dar seguito alla richiesta di denaro, procedere al cambio password e denunciare l’accaduto alla Polizia Postale

Chi pensa che l’estate ed il periodo ferragostano in particolare sia un momento per stare tranquilli ed al riparo dai tentativi di truffa online e, tra questi, quelle che vengono diffusi tramite messaggi di posta elettronica, si sbaglia di grosso.

A ricordarcelo un nuovo post della Polizia Postale sulla pagina Facebook “Commissariato di Ps – Online” che pubblicando anche lo screenshot della tipica mail che può giungere sul nostro indirizzo di posta elettronica ci mette in allerta in questo modo: “Ci pervengono numerose segnalazioni in merito ad una e-mail proveniente dallʼindirizzo di posta elettronica di una persona fidata, un parente, un amico, con la richiesta di aiuto economico.

Questa truffa c.d. “truffa dellʼamico allʼestero”, sfrutta per ingannare la malcapitata vittima un indirizzo e-mail del mittente conosciuto e fidato. In tal caso si consiglia di non dar seguito alla richiesta di denaro, procedere al reset dellʼaccount di posta con cambio password e mettersi immediatamente in contatto con la Polizia Postale per valutare la formalizzazione della querela per accesso abusivo a sistema informatico previsto dallʼart. 615 ter del codice penale”.

Insomma, ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non si può stare un attimo tranquilli e per salvaguardarsi da possibili ulteriori intrusioni bisogna prestare sempre la massima attenzione ai messaggi che riceviamo e seguire i consigli della Polizia Postale.

Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Giovanni D’AGATA

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