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Una moda discutibile prodotta dagli artigli di animali feroci.

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Da ragazzi ci si vergognava un pò dover indossare per necessita capi di abbigliamento magari appartenuti ad un fratello o sorella più grande. Soldi non ce ne stavano e le nostre mamme meravigliose si sforzavano come potevano per vestirci decentemente anche se restavano qualche volta evidenti i segni dell’adattamento. Poi è sopraggiunta la televisione,e tutte le americanate sono diventate il vangelo di una gioventù che ha disertato i barbieri, cominciando a vestire alla men peggio adeguandosi ad una moda sempre più trasgressiva e sempre più costosa. Guai oggi ad indossare un paio di pantaloni normali, peggio se stirati,meglio Jeans scoloriti, lacerati, con qualche misura in più, quasi cadenti con grandi bretelle a significare che più si ostenta la sciatteria, più si è alla moda ed eleganti. Non ci vestiamo praticamente come vogliamo o vorremmo noi, ma imitiamo il modo di presentarsi in pubblico, di famosi personaggi del mondo dello spettacolo o del cinema. L’ultima trovata di un produttore di Jeans è quella di prendere i pantaloni, di gettarli nelle gabbie di animali feroci e di lasciali alla loro mercè affinchè con i loro artigli li trasformino in capi originalissimi, specie se una volta indossati asciano intravvedere qualche tatuaggio un pò nascosto. Se non si fossero i ricettatori forse avremmo meno ladri e nella moda è la stessa cosa, perchè se non ci fossero  tanti imbecilli, faremmo a meno di tanto inutile spreco che dura  solo l’evolversi di una stagione. Quando può costare oggi un jeans normale? Forse qualche decina di euro se non è come sempre made in italy cinese, altrimenti anche meno, se invece il pantalone viene fuori da una gabbia di leoni ed è tutto lacerato, allora lì non c’è prezzo, ed i furbi fanno quattrini sulla pelle di chi può permettersi di gettare denaro a queste puttanate e magari cercare di evadere le tasse.

                                                                                                                                               Prf. Marengo

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