Attualità Puglia

Nell’inspiegabile silenzio di chi sapeva: il misterioso caso di Ferrovie Sud Est

Dopo la famosa pubblicazione della due diligence della Deloitte e dopo la conferma da parte di Viero innanzi al Tribunale di tutte le accuse nei confronti dei convenuti a giudizio, ancora una volta affrontiamo il tema dei crediti spariti. Volatilizzati dopo che, l’attuale direttore generale del Ministero dei Trasporti, Mautone, li aveva accertati insieme ai membri del collegio sindacale. La cosa che più fa rabbia di tutta questa faccenda, è che i diretti responsabili della manovra ai danni di FSE siano stati tutti promossi ad alti incarichi: Mautone è diventato direttore generale, Viero si è trovato dirigente a Fincantieri, Mentasti numero uno alla Autostrada Pedemontana, mentre il secondo livello, gli stretti collaboratori di Fiorillo, tutti promossi a direttori (Cosimo Re, Porcelli, Albanese e Lumaca…). Invece i dirigenti “scomodi”, quelli cioè entrati in urto con Viero, sono stati licenziati. Tutti accompagnati all’uscio per evitare che si portassero via carte che avrebbero ben potuto essere utilizzate a processo. Così da non lasciare tracce o memoria che avrebbero potuto nuocere alla fantasiosa ricostruzione dei fatti operata da Calvello con la diretta collaborazione di Porcelli, direttore finanziario, che nonostante le difficoltà raccontate da Viero nel trovare le carte (tanto da definire il caos amministrativo di FSE “un puzzle impazzito”) ecco che miracolosamente dalle pile e pile e pile di documenti impolverati alte diversi metri, saltare fuori la fattura della costosa bottiglia di vino e una lettera riservata scritta dal duo Porcelli-Maggiore nella quale avvertivano Fiorillo (siamo nel 2009) che se la Regione non avesse pagato, FSE sarebbe saltata. Come se Fiorillo non lo sapesse già essendo FSE una società mono cliente! Lui a Roma a batter cassa al Ministero e loro nel gran canyon dei documenti contabili ad inventarsi chissà quale strategia. È Maggiore a quanto si è sentito in udienza a consigliare le operazioni finanziarie compresa la sottoscrizione del finanziamento ponte con la BNL oltre ad essere la mente di tutte le operazioni finanziarie. Ma nonostante le loro preoccupazioni, i due “contabili” sono rimasti attaccati a Fiorillo come cozze pelose. Chi aveva in azienda la responsabilità del controllo della spesa e della conseguente redazione dei bilanci se non loro? La dimostrazione di quanto appena detto lo abbiamo visto proprio in quella farsa che è la relazione della Deloitte un “missile terra-aria”, eseguita in un sol mese quando per eseguire la due diligence sulla qualità dei trasporti pugliesi, la società di ricerca di mesi ne ha impiegati ben quattro! E di complessità esageratamene inferiore. Dicevamo dei crediti spazzati via da Calvello mentre Viero, forzato a convincersi che Fiorillo si fosse inventato tutto, per non dire peggio, non ha nemmeno sentito l’esigenza di chiederne direttamente conto né al Ministero né alla Regione che, con una bella sfregata di mani, si è trovata in cassa un tesoretto che qualcuno aveva evitato negligentemente di reclamare. Perché? Abbiamo recentemente appreso che in una comunicazione del 2007 la Regione Puglia, in persona dell’allora assessore ai trasporti Mario Loizzo, scriveva al Ministero dei Trasporti e al Ministero delle Finanze, in merito all’«Adeguamento corrispettivi contrattuali alle ferrovie locali ex art.8 D. lgs.422/97». Nella missiva l’esponente Regionale affermava che la Regione avesse più volte rappresentato a suddetti Ministeri lo stato di difficoltà in cui operavano le società che gestivano i servizi ferroviari. Tale difficoltà scriveva Loizzo, era determinata dal protrarsi dell’inadempimento delle previsioni di cui all’art.10 del citato decreto, circa l’adeguamento al tasso di inflazione dei corrispettivi quantificati (provvisoriamente) nel lontano 1999. Pertanto, le società interessate avevano costituito in mora la Regione per il riconoscimento del predetto adeguamento, che costituiva obbligo inderogabile per tutti i contratti ad esecuzione periodica o continuativa. L’allora assessore regionale concludeva, evidenziando che la situazione finanziaria diveniva sempre più insostenibile per l’incremento dei costi di gestione, senza che nessun provvedimento fosse adottato per attuare la disposizione sull’adeguamento inflattivo, definita “precetto imperativo”. Nessuno ha mai esaminato questo, come tanti altri documenti fondamentali per comprendere l’intera questione da cui nascono i crediti di FSE, cancellati da Calvello – Viero, nell’inspiegabile silenzio di chi sapeva. Mautone, Porcelli, e i sindaci.

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