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Nessuna pista ciclabile

ciclabile

Notizia di lunedì mattina, l’ennesimo ciclista travolto e ucciso sulla S.S.  16 all’altezza dei curvoni di Palese.

Ovviamente sentire di un uomo travolto e ucciso lascia sgomento chiunque e non oso immaginare lo shock di colui che si è reso suo malgrado protagonista dell’omicidio colposo per cui è ora indagato .

Ciononostante mi sorge spontanea una domanda , ma che ci fa un ciclista su una statale, peraltro in una zona tristemente nota per la sua pericolosità già per gli automobilisti , figuriamoci per chi è a bordo delle due ruote?

Forse un po di sana educazione alla guida anche per gli amanti delle due ruote non ci starebbe male , ma in fondo Bari non è proprio una città a misura di ciclista, anzi è esattamente il contrario.

Non sono certo sufficienti le attuali piste ciclabili (senza offese per le vere piste ciclabili di cui sono ben corredate le città del centro nord ) per fare in modo che ogni cittadino sia messo in condizioni di circolare per la propria città in bici.

Per prima cosa, per chi abita in alcuni quartieri di Bari (prossima città metropolitana ) la prima esigenza è quella di cercare e trovare una pista ciclabile, che potrebbe nella peggiore delle ipotesi essere lontana svariati km,  dopo di chè si deve prendere la propria bici, con tanto di catena lucchetto e borsa per trasportare specchietti e ogni elemento asportabile e avventurarsi per questi percorsi ad ostacoli.

Si perché è esattamente questo che sono le piste ciclabili cittadine a Bari .

La scelta si divide tra la pista intorno al parco due Giugno….dopo qualche giro si avvertono le prime vertigini,  scendendo via della resistenza tra auto e bus, si può  raggiungere la pista ciclabile che fa da spina dorsale a Viale Unità d’Italia, e anche qui vanno evitati pedoni , veicoli che svoltano, alberi e ringhiere delimitanti.

E dopo…..???????

Ah si ora che ci penso abbiamo la pista ciclabile che corre parallela al mare….anzi al porto…a partire dalla Questura e fino al Cus e anche qui radici, rifiuti, rami sporgenti a seconda della stagione…insomma un pericolo più che un relax.

Si parla tanto di evoluzione ecologica della città, ringraziamo il comune per la bella iniziativa del park and ride in bici e speriamo che i baresi imparino ad essere ciclisti più educati e cittadini più rispettosi per ciò che è di tutti, ma serve un impegno notevole per raggiungere almeno un livello di sufficienza affinché si possa dire che Bari è anche una città per i ciclisti

Patrizia Marengo

 

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