Sanità

Penuria anestesisti, Damascelli: “Non bastano soluzioni tampone, Regione strutturi nuovi specialisti”

“Ci risiamo: ancora una volta l’ospedale Perinei di Altamura, importante per un territorio molto vasto e popoloso, quello della Murgia, è a corto di anestesisti e rianimatori. E, per sopperire alla carenza di organico, si mettono in atto procedure dal fiato corto, come le mobilità d’urgenza. Lo stesso è accaduto da maggio a luglio scorsi, attingendo specialisti dal San Paolo e dal Di Venere di Bari, e dall’ospedale di Monopoli, dove gli anestesisti sono già in numero limite, allungando le liste d’attesa e mettendo addirittura a rischio le emergenze. Così non si può andare avanti: la coperta è corta, e tirandola da una parte se ne lascia scoperta un’altra”.

Lo dichiara Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia.
“I disagi per le strutture sguarnite sono pesanti: riuscire a coprire i turni di rianimazione è gia un’impresa, tanto più quelli della sala operatoria, dove rischiano di saltare alcuni interventi programmati. Già a luglio scorso – continua – ho presentato un’interrogazione urgente in merito, sollecitando il presidente-assessore alla Sanità, Emiliano, a non limitarsi a soluzioni tampone per colmare un’emergenza che è strutturale: in tutti gli ospedali pugliesi c’è grave carenza di specialisti anestesisti e rianimatori, la cui presenza è irrinunciabile per qualunque tipo di intervento. Senza di loro, le sale operatorie si bloccano. Ma soprattutto, senza di loro, si rischia di perdere vite umane”.
“Per questo – sostiene il consigliere Fi – urge il reclutamento di nuovi specialisti. Due mesi fa è stato espletato un concorso ma l’adesione è stata molto bassa. È necessario organizzarne altri, soprattutto in coincidenza con la conclusione della scuola di specializzazione in Anestesia e Rianimazione. E la Regione intervenga presso il Ministero dell’Università per sollecitare un aumento dei posti disponibili nella stessa scuola, vista la penuria e l’assoluta necessità di medici anestesisti e rianimatori”.
“Il problema – conclude Damascelli – non può essere tamponato con palliativi, che mettono una toppa ma aprono altri buchi. Il Governo regionale si assuma la responsabilità di soluzioni strutturali, per assicurare il servizio di rianimazione salvavita, ed evitare la paralisi delle sale operatorie nei nostri ospedali”.

/comunicato

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