Politica

Politica: la coerenza è una vecchia teoria in disuso

Cambiano i tempi e cambia contestualmente anche il modo di fare politica, ancorati ad una coerenza che per decenni ha contraddistinto la fedeltà ad una ideologia, bianca, rossa o nera che potesse essere, ma non capitava mai di salutare un amico di sinistra la sera per ritrovarlo il giorno successivo portabandiera di un altro partito, e magari dopo qualche tempo vedere la stessa persona fare il famoso salto della quaglia.

Non intendo criticare nessuno, non ne ho alcun diritto, ma consentitemi almeno di non condividere certi passaggi e invece apprezzare certi atteggiamenti di personaggi che riescono a mettersi in luce e a farsi spazio in questo intricato mondo e modo di fare politica.

Le battaglie non si vincono con gli slogan, e certe vittorie acquisite con l’inganno del populismo, hanno breve durata. C’era una volta la maggioranza e dall’altra parte la opposizione, oggi è diventato difficile fare distinzione di ruoli e chi amministra gestisce il potere, mentre chi inscena una opposizione fa attività appunto con gli slogan che sono solo un modo soft di essere presenti.

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