Politica Puglia

Punta Perotti come la Cittadella della Giustizia?

Povera Giustizia italiana nelle mani di improvvisatori. Prima una lunga telenovela durata anni a causa della sede malsana di via Nazariant per la quale nessuno è stato chiamato in causa per lo spreco di ingenti quantità di denaro pur di non prendere in considerazione un progetto che un impresa di Parma avrebbe realizzato in trenta mesi: una cittadella della Giustizia moderna, in grado di concentrare in un’unica sede il tribunale penale, quello civile e addirittura essere collegato con il carcere di Bari evitando i ripetuti trasferimenti di detenuti. La cittadella della Giustizia e Punta Perotti, due storie diverse ma con tante analogie tra loro che hanno visto lo sperpero e lo spreco di ingenti quantità di denaro ed il sospetto che dietro quelle vicende ci fossero ragioni ambigue che puntavano ad interessi poco leciti che però non sono mai emersi lasciando che i sospetti seppellissero due progetti che avrebbero probabilmente cambiato il futuro della città di Bari. Ricordo quel giorno in cui l ‘immagine felice dell’allora sindaco Emiliano decretò la parola fine sulla vicenda dei manufatti di Punta Perotti, prima lasciati realizzare e poi dopo un lungo iter giudiziario facendoli abbattere. Non è stato possibile giungere ad una transazione che potesse evitare l’abbattimento e addivenire ad una compensazione tra comune e imprenditori per salvare il salvabile e dare quasi certamente l’avvio alla rivisitazione di un progetto condiviso che trasformasse il lungomare a sud di Bari in una meravigliosa passeggiata che da Punta Perotti giungesse fino al camping S. Giorgio dove oggi sono sotto gli occhi di tutti lo squallore, i ruderi, la sporcizia, la prostituzione. Per la cittadella della Giustizia altra storia ed altro ingente spreco di denaro pubblico mai quantificato, la vergognosa figuraccia dell’abbandono in fretta e furia del vecchio palazzo della Giustizia, il trasferimento dei processi nelle tende da campeggio, l’acquisizione di una sede mediocre a Modugno fino alla acquisizione della locazione della ex sede delle telecom in piazza Mater Ecclesiae, con spese mai quantificate per l’adeguamento degli uffici a sede del tribunale, sempre in stato di precarietà fino a quando la Giustizia barese non sarà in grado di avere una vera sede. Si parla delle ex casermette, si vocifera che i milioni a disposizione sarebbero già 94, ma non vengono indicati i tempi di esecuzione dei lavori. Mi fermo qui perchè non godo della impunità e immunità parlamentare, ma non sarebbe male la prospettiva di una commissione parlamentare d’inchiesta per conoscere quelle verità che ci vengono taciute.

Lucio Marengo

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