Attualità Prima Pagina Puglia

Quali sono le responsabilità della Regione nelle ferrovie locali?

Leggiamo sui giornali di oggi, la richiesta da parte dei difensori di Ferrotramviaria di ricusazione – per indebita anticipazione del giudizio di colpevolezza – dei giudici del processo che costò la vita il 12 luglio 2016 a 23 persone. La spiegazione sta nel decreto dello scorso 7 maggio col quale il collegio aveva ordinato la citazione in giudizio della regione Puglia quale responsabile scrivendo nelle motivazioni che non si possa escludere che l’ente locale possa essere chiamato a rispondere unitamente a Ferrotramviaria delle conseguenze dannose dei fatti per cui si procede stante i numerosi incidenti sfiorati che hanno costellato gli anni dal 2003 al 2015. La Regione infatti potrebbe essere condannata per culpa in eligendo e in vigilando. Non dimentichiamoci infatti che l’infrastruttura ferroviaria pugliese è di proprietà della Regione e sappiamo bene per altre vicende, l’assoluto disinteresse dell’ente nello spingere i concessionari ad investire nella sicurezza ovvero a provvedere essa stessa alla sistemazione di una rete ferroviaria datata e in alcune parti addirittura pericolante come ha ricordato l’altro giorno in Aula l’ex commissario Mentasti. Parrebbe dunque che la Regione fosse solo preoccupata dei soldi che avrebbe dovuto immettere in un sistema di trasporto del quale si era sempre lavata le mani da momento che le concessionarie erano di proprietà di privati (FSE, Ferrotramviaria, Gargano, FAL) e dunque fosse automaticamente di costoro ogni eventuale responsabilità. Che se la vedessero loro, insomma. Ma se andiamo a vedere le carte noteremo invece che l’ex assessore Loizzo il 7 luglio del 2008 informava del taglio per quanto riguardava gli interventi relativi al miglioramento della sicurezza ferroviaria, di ben 35 milioni anche per gli interventi sui sistemi di sicurezza. Addirittura, nel caso delle FSE furono concessi e poi repentinamente ritirati finanziamenti per circa sei milioni per la installazione sui treni dei sistemi di sicurezza marcia treno. Riteniamo che la Regione abbia responsabilità dirette nelle vicende che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni di laissez faire da parte dei concessionari e solo ora ci rendiamo conto di quanto poco in termini infrastrutturali sia stato fatto a detrimento di un servizio essenziale. Dare la colpa a questo o a quello, parlare di malversazione o inventarsi scuse plateali, e consulenze compiacenti, non ha senso quando appare ormai chiara e pacifica la corresponsabilità nei disservizi e a poco servono, se non per una excusatio non petita, le decine di milioni di penali fatte pagare ai concessionari. I quali avrebbero dal canto loro dovuto battere i pugni sul tavolo per ottenere quello che era giusto: pagamenti puntuali e una infrastruttura moderna e sicura ovvero evitare di effettuare il servizio. Le lacrime di coccodrillo della Regione e del Ministero ai funerali delle vittime del disastro di Corato non convincevano e non convincono e queste schermaglie legali sono la prova che alla fine, c’è sempre di mezzo il vil denaro.

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