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Quanti bluff alle Ferrovie del Sud Est? Chi pagherà per questo?

Di quei treni rossi, dedicati a San Nicola, patrono di Bari, ne hanno dette di tutti i colori. Hanno perfino raccontato che Ferrovie del Sud Est se ne fosse rivenduti due alle ferrovie milanesi lucrandoci. Hanno detto che su quei treni non viaggiassero persone ma mazzette. Hanno parlato anche di traffici internazionali, di truffe transnazionali. Li hanno definiti treni d’oro quando sarebbe stato sufficiente chiedere a Trenitalia informazioni circa una gara di treni in tutto e per tutto identici, ma di produzione svizzera, costati esattamente il doppio. Hanno poi detto che i fondi UE per l’acquisto dei treni rossi erano a rischio perché comprati a “prezzi record”. Addirittura, qualche sapientone aveva parlato della “truffa dei treni più cari del mondo”. Si è parlato di scatole vuote, di scatole cinesi, di operazioni economiche fasulle, di multe milionarie, di sequestri avvenuti a ripetizione nei confronti di Fiorillo per truffa ai danni della Regione che come stiamo vedendo in questi giorni, forse, verrà dimostrato che è proprio la Regione e i suoi partner consulenti, l’unica responsabile di quanto è accaduto in FSE. Non c’era giorno che il giornale non intitolasse di fisco evaso e mazzette, e che addirittura il Ministero avesse insabbiato la vicenda. Poi arrivò di gran carriera la Corte dei Conti che pur non avendo alcuna autorità, sanzionò per bene, quelli che avevano avuto l’ardire di comprare dei treni che costavano la metà degli svizzeri. Poi si è parlato della cricca degli appalti, allargando così a macchia d’olio una inchiesta che manco si sarebbe dovuta aprire (se solo la Regione non vi avesse messo lo zampino non pagando il suo debito e non avesse camuffato tutto con questa cortina fumogena tanto da farla fallire). Si è detto anche che sui treni di Sud Est non vi fosse alcun controllo su chi decideva, quando a decidere, come dovrebbe sempre essere, era il mercato stesso. Si è parlato a sproposito di “intuitu personae” laddove se la visione o l’intuito non ce l’ha l’imprenditore, in questo caso Fiorillo, chi mai la doveva avere? Ebbene “quello che decideva” alle Ferrovie del Sud Est aveva imposto per l’acquisto dei treni, dei prezzi così bassi, che nessun rotabile era mai stato acquistato prima da FSE se non appunto i rossi San Nicola che costavano molto meno degli altri concorrenti. Concorrenti che invece hanno sguazzato alle vicine ferrovie FAL fornendo a man bassa. Ma in quel caso, per quella società, pare non vi fossero interessi o appetiti particolari. Nessuno ne ha parlato, ma basterebbe fare una analisi dei prezzi europei su quei veicoli sui cui ha messo recentemente piede anche il ministro. Hanno detto di società amiche e di grande abbuffata senza neanche conoscere i prezzi di mercato e le logiche che guidavano quelle scelte, in un contesto ove occorreva fare andare avanti il servizio in una rete ferroviaria devastata dalla incuria della Regione che aveva lasciato marcire l’infrastruttura di sua proprietà a causa della quale si sono succeduti innumerevoli inconvenienti e sfiorati diversi incidenti potenzialmente mortali. Uno per tutti Galugnano con i macchinisti che non sapevano neanche come frenare i treni. E poi parlano di specchietti retrovisori e di mancanza di tendine parasole sui treni usati che FSE aveva acquistato da quell’imprenditore che è stato per questo, addirittura arrestato a seguito di esposti alla Procura scritti da chi non sa neanche la differenza tra una mucca e un treno. Il riferimento alla mucca non è casuale. Hanno parlato di compromissione della credibilità dello Stato sulla partita di Sud Est quando tutti sappiamo come la Regione Puglia abbia dissipato anche in questa legislatura, e nei modi più bizzarri soprattutto nella sanità e nell’agricoltura, per non parlare dei faraonici palazzi, 30 o 40 volte tanto. Quella stessa regione che, molto probabilmente, per favorire qualcuno smise di pagare il canone a FSE e che affidò al “Reichsleiter” Calvello della Deloitte, l’incarico di fare “pulizia etnica”. Poi hanno anche parlato dell’ex commissario Incalza che è stato totalmente assolto in una trentina di processi. Al che Claudio Signorile intervenne dicendo che Incalza era uomo per bene e la colpa di quanto era successo in FSE era anche (noi diremo, soprattutto) della Regione. Insomma, senza soldi i treni di Fiorillo restavano fermi sui piazzali fino a che non è arrivata FS che grazie all’afflusso di capitali regionali ed europei rinvenienti tuttavia dalla azione di chi c’era prima, cioè di Fiorillo, bene o male ha ripristinato un minimo di servizio. La prima cosa che hanno fatto è stata quella di travestire un rosso treno “San Nicola” con la pellicola di color blue e argento, posizionata sui nuovi ATR di Trenitalia che hanno però sigla diversa (ATR 220 tr) e caratteristiche diverse (uno ha velocità di 120 km/h l’altro di 130). Il nome non è più Nicolaus ma pare Spring o Blog. Per ciò che abbiamo racconto meglio sarebbe, e molto più adatto il nome di Bluff. Ma non avranno il coraggio. È di oggi la notizia che anche l’ultimo bluff strombazzato a mezzo articolata campagna diffamatoria e sui libri alla cui presentazione, pensate, aveva partecipato anche il proprietario di FSE (cioè il Ministero dei trasporti, che quella società aveva contribuito a far fallire). Niente treni la domenica ormai è un ricordo perché la domenica andremo in mare in treno. Nuovi collegamenti Sud Est con Gallipoli, Gagliano, e Otranto si parte il 16 giugno. Indovinate con quali treni? Quelli che costano meno in Europa e scelti anche da Trenitalia in 60 esemplari vale a dire gli ATR di Fiorillo. Che ha avuto solo una colpa: opporsi alla lobby dei treni che non voleva che venissero venduti treni a prezzi contenuti. La verità non ha bisogno di complici e prima o poi si vedranno i risultati e i veri responsabili di quanto è accaduto pagheranno? Mah….

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