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Rai: sarà Massimo Giannini l’erede di Floris

Usigrai a Gubitosi: “Basta con gli esterni. Valorizzare le risorse interne”

gianniniMancherebbero solo gli ultimi dettagli riguardanti la parte economica, dopodiché Massimo Giannini, vicedirettore de la Repubblica, sarà ufficialmente il nuovo conduttore di “Ballarò”. Un accordo di un anno (Giannini andrebbe in aspettativa, il che fa presupporre un contratto sontusoso da parte di Viale Mazzini) per sperimentare al posto di Giovanni Floris una nuova informazione nel prime time di RaiTre. Ma il colpo del direttore di RaiTre,  Andrea Vianello, al sindacato dei giornalisti Rai non piace affatto. “Siamo alla spending review a giorni alterni. O più probabilmente agli spot personali quotidiani. L’ennesima chiamata di un giornalista esterno – denuncia l’Usigrai – è uno schiaffo dato a 1700 giornalisti Rai. E anche alla tanto decantata revisione della spesa. Il direttore generale dica con massima trasparenza i contenuti del contratto siglato con Massimo Giannini: la Rai deve essere una casa di vetro, quindi parli con chiarezza. E già che c’è dica quanti giornalisti esterni (compresi i pensionati di altre aziende) sono contrattualizzati con le testate e le reti Rai, e quanto costano ai cittadini”.

“Ieri – si legge ancora – il dg ha inviato a tutti i dipendenti della Rai una versione decurtata delle linee guida di riforma, invitandoli a mandare suggerimenti via mail: metodi acquisiti in aziende private dove è cresciuto professionalmente per lacerare le relazioni sindacali. Con l’obiettivo di far saltare una riforma indispensabile e che l’Usigrai chiede da anni, ma che il Dg evidentemente sventola solo come sua operazione di immagine. Ma i giornalisti Rai non ci cascano: l’ascolto e il rispetto non sono una mail aperta (tanto poi decide il capo), l’ascolto e il rispetto partono dalla valorizzazione delle risorse interne. Ancora una volta mortificate. Ecco perché una mail a quell’indirizzo noi la invieremo: il Dg vuole suggerimenti per la riforma della Rai? Ecco il nostro: ‘Basta con gli esterni. Valorizzare le risorse interne’. Ecco – conclude la nota – la spending review”.

Velino

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