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Renzi e la Capua: due casi fotocopia

Abbiamo visto ieri sera da Giletti, un davvero combattivo Renzi che è alle prese con una imponente azione della magistratura inquirente nei suoi confronti. La stampa, soprattutto L’Espresso, in questi ultimi giorni, ha pubblicato l’elenco dei finanziatori dell’ex premier facendo passare l’idea che quelli fossero finanziamenti illeciti. Come al solito i processi non solo non sono neanche partiti, ma già sui giornali si dà la sentenza. Lo abbiamo già detto in tutte le salse e quindi non ci soffermeremo su questo punto che è una vera porcheria, ma sul fatto che per il tramite dei suoi legali, Renzi giustamente vuol sapere se le notizie sui suoi dati personali bancari, sono stati propalati ai giornalisti dalla Procura di Firenze, dalla Guardia di Finanza o chissà da chi. Il fatto che finalmente anche Renzi sia stato attratto da una indagine tanto scandalosa, è un buon segno perché non solo ci offre il dato che la misura è colma, ma ci fa anche comprendere che molte indagini di cui la stampa si è anche recentemente occupata, sono spesso basate sul nulla. Un esempio è quello che riguarda ancora una volta L’Espresso e la indagine del 2014 sulla brava Ilaria Capua, la scienziata di grande prestigio costretta ad espatriare negli Stati Uniti, proprio per potere lavorare lontano da questi veleni, che oggi avvolgono Renzi. Il giornalista autore del (mancato) scoop, aveva sostenuto che la Capua fosse, per soldi, una trafficante di virus. Lei venne a sapere di essere indagata, e proprio dalla stampa, di procurata epidemia. Peccato che il giornalista avesse confuso il virus H7N1 con l’H7N3. Ma dopo tanto tempo e nonostante appunto la scienziata sia espatriata a causa delle false accuse, sui social circolano ancora insinuazioni e dubbi infamanti, dicerie e bugie anche se la Capua è estranea a ogni accusa. Gli odiatori sono sempre in prima linea, così come la madre dei cretini è sempre incinta. Di tutta questa libertà di stampa non sappiamo che farcene se poi i risultati sono questi: violazione del segreto istruttorio e fake news sapientemente pubblicate. Chissà se Orban, posto quanto sopra, ha poi davvero torto nel mettere un freno alla diffusione di notizie che riguardano il suo governo e la sua nazione. Un’ultima triste annotazione: la Capua perse la causa di diffamazione contro L’Espresso.

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