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La riforma della Giustizia è una priorità indispensabile.

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La Giustizia ha cambiato volto negli ultimi anni anche per il suo coinvolgimento nelle vicende politiche, diretto o indiretto, ma comunque spesso fortemente incidente nell’evolversi di particolari vicende giudiziarie. Abbiamo fatto ricerche sul sito delle vittime degli errori giudiziari e siamo rimasti francamente esterrefatti dalle tante vicende che hanno visto presunte vittime incolpate di reati infamanti risultare dopo lunghi periodi di detenzione innocenti e addirittura estranei ai reati contestati. Primo fra tutti ricordiamo agli italiani in del nostro Paese ma anche a quelli che ci seguono dall’estero, Enzo Tortora, grande signore della televisione, distrutto moralmente e fisicamente da errori giudiziari che avrebbero dovuto segnare la fine della carriera degli incauti magistrati che lo vollero in galera e per giunta mostrato in manette.  Arresti cautelari seguiti da assoluzioni piene, condanno ingiuste e scambi di persona, malfunzionamento  della burocrazia. Anche nel 2013  gli errori giudiziari sono stato numerosi e spesso hanno avuto in comune l’accanirsi dell’accusatore per anni, malgrado vistose prove d’innocenza, per cui oggi è quanto mai urgente una seria riflessione sul sistema Giustizia italiana. Silvio Scaglia,Giuseppe Gullotta,Pietro D’Amico, Lorenzo Maiolica, Antonio Lattanzi, Giovanni De Luise, Fabrizio Recati Roscini, VittorioLuigi Colitti, Vittorio Raffaele Gallo,Ottavio Stefanini. L’elenco riferisce alcuni casi del 2013, ma l’elenco è abbastanza lungo è può essere seguito sul sito appunto delle vittime degli errori giudiziari.  L’art. 40 del Codice Penale dice che nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla Legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato, non è coseguenza della sua azione o di omissione. Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. In verità ignoravamo tante vicende giudiziarie che hanno distrutto altrettante famiglie, e purtroppo ci possono essere anche errori, ma sbattere la gente in galera e qualche volta dimenticarsene, specie in periodi feriali come questo, può anche dare l’impressione di un pò di menefreghismo, tanto non tocca a loro fare questa esperienza. Perdinatemi se ogni tanto faccio riferimento alla mi esperienza di quasi nove anni di Parlamento, nel corso dei quali spesso ho fatto visita nelle carceri di mezza Italia e francamente risulta scritto sugli atti parlamentari che non avrei mai augurato neppure al peggiore nemico di finirvi dentro.

                                                                                                                                                                                    Lucio Marengo

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