Bari Puglia

Sorpresa finale per il protocollo d’intesa per il palazzo di giustizia nelle casermette: il sindaco di Bari non partecipa

È da cinque anni che il Sindaco Decaro si agita e si affanna ostinatamente a proporre aree di caserme per realizzare il nuovo Palazzo di Giustizia.

Nei giorni scorsi avevamo ben chiarito come nel corso della campagna elettorale a Sindaco di Bari, nel 2014, batteva forsennatamente i pugni affinchè si realizzasse il nuovo Palazzo di Giustizia nell’area della Caserma Briscese, in via Napoli, in area attigua al quartiere Libertà.

Poi, quando le Autorità Militari, fortemente sorprese di questa avventata e autonoma idea di Decaro, gli fecero presente che la Caserma Briscese non solo non veniva dismessa, ma sarebbe stata adeguata, ristrutturata  e potenziata, allora il povero Decaro rimase spiazzato e, poiché aveva in mente, come un chiodo fisso, le caserme, si buttò a pesce sulle due Caserme Milano – Capozzi, ubicate nel quartiere Carrassi, ben lontane e agli antipodi del quartiere Libertà, smascherando così, nei fatti, il suo millantato e non veritiero impegno a favore del Libertà.

E in questa sua smania di occupare caserme per realizzare Palazzi di Giustizia, il povero Decaro, non si accorse che le aree delle ex Caserme erano e sono totalmente destinate dal vigente PRG di Bari, a “Verde di Quartiere”,  nella loro intera estensione di 14 ettari.

E le aree a Verde di Quartiere, come arcinoto, sono “intoccabili”, specie in quel territorio cittadino che è afflitto da abissale carenza di Aree Verdi.

Le aree a Verde di Quartiere, infatti, costituiscono “standard minimi inderogabili” fissati dalla Legge Urbanistica e dal Vigente PRG, che prevedono una dotazione minima di 11 mq di verde per ciascun abitante. E il PRG di Bari, redatto nel 1976, per poter rispondere a tale “obbligo di legge”, destinò le aree delle Caserme Milano – Capozzi a “Verde” a favore dei quartieri del centro cittadino, individuando, alla periferia della città, in prossimità dell’Aeroporto, aree che furono destinate a “Funzioni Militari” e in cui trasferire, appena fosse stato possibile, i reparti militari a quell’epoca insediati nelle Caserme Milano –  Capozzi.

Di conseguenza, dal momento che ora le suddette Caserme sono state dichiarate dismesse dalle Autorità Militari, ad altro non potranno essere destinate che a “Verde di Quartiere”.

Una stravolgente e ciclopica e neppure proponibile Variante su un’area di oltre 14 ettari di aree a “Verde di Quartiere”, per realizzare un enorme Palazzo di Giustizia di oltre 500.000 mc, determinerebbe la sottrazione, per i residenti di quei quartieri, di una così grande e irrinunciabile  Area a Verde che, oltre ad essere un fatto discutibile, costituirebbe, prima di tutto, una gravissima “violazione di Legge e di PRG”.

E a fronte di questo prefigurato scempio del P.R.G., il Sindaco Decaro si è affrettato a dichiarare alla stampa che basterebbe una “mini variante” per mettere tutto a posto perché, a suo dire, ci sarebbero lì vicino, a portata di mano, altri 14 ettari (in realtà inesistenti) pronti per essere trasformati subito ad aree a “Verde di Quartiere” accorpate, così da costituire, con assoluta facilità, quel grande “Parco Accorpato” di 14 ettari, che il P.R.G.  prevede nelle ex Caserme Milano – Capozzi.

Tali dichiarazioni del Sindaco sono sconvolgenti e diventano preoccupanti per l’interesse della collettività e degli abitanti dei quartieri circostanti, atteso che il Sindaco Decaro detiene anche la delega all’urbanistica e, quindi, dovrebbe essere il primo responsabile e garante del rispetto del P.R.G. e della salute dei cittadini.

Infatti, la normativa urbanistica fissa la minima dotazione di 11 mq pro capite, proprio a tutela della vivibilità e della salute dei cittadini residenti.

E ove pure fosse vero (e così assolutamente non è) che lì vicino e cioè nelle “adiacenze immediate” delle residenze del quartiere Carrassi ci fossero ulteriori 14 ettari, liberi e disponibili, così da costituire un Parco accorpato, perché non destinare a verde anche tali aree, in aggiunta alle aree delle ex Caserme già destinate dal P.R.G. a “Verde di Quartiere” ?

Infatti, la suddetta dotazione di 11 mq di verde per abitante, costituisce una “dotazione minima inderogabile di legge”, “minima” quindi.

Ciò significa che se ci fossero altre aree verdi ed altri prati e alberi in più, questi andrebbero aggiunti, con priorità, ai “minimi” previsti dal P.R.G., proprio per garantire la migliore condizione di vivibilità e della salute dei cittadini.

Nel momento in cui si andrà a dimostrare nei fatti che nelle “immediate vicinanze” delle residenze di quel quartiere non vi sono ulteriori 14 ettari di aree verdi accorpate e neppure sparpagliate (come è già ampiamente noto), allora la Variante sarà necessariamente dichiarata “impossibile”, rendendo così irrealizzabile il nuovo Palazzo di Giustizia.

E a quel punto, il Sindaco Decaro avrà soprattutto arrecato un  danno incalcolabile alla Funzione Giustizia, a cui, da cinque anni, va sbandierando le aree delle ex Caserme Milano – Capozzi, ostacolando e ritardando, in modo grave e irreparabile, la realizzazione di una nuova idonea sede, di cui la Giustizia cittadina ha disperato e urgente bisogno.

E a questi si aggiungerebbero i danni all’Erario e alla Collettività tutta.

E tutto questo evidentemente il Sindaco Decaro sembra averlo intuito e sembra anche temerlo molto, dal momento che ha ritenuto di non partecipare alla firma del Protocollo d’Intesa, fissata per oggi, 30 luglio, presso il Ministero della Giustizia.

Infatti, dopo l’invito del Ministro per tale data del 30 luglio, il Sindaco Decaro e la sua Giunta hanno emesso una Delibera con cui il Sindaco conferma di non partecipare al Protocollo d’Intesa, delegando al suo posto l’avv. Davide Pellegrino, che non è né assessore né dirigente dell’amministrazione comunale, ma un semplice consulente esterno con contratto a tempo determinato. Come a dire, io Sindaco di Bari non voglio assumermi nessuna responsabilità politica e neppure personale per tutto quello che accadrà dopo la firma del Protocollo d’Intesa.

Questo almeno è il significato che se ne desume, proprio perché un Sindaco che, per cinque anni, ha fatto proclami, annunci, minacce, e richieste per avere il Palazzo di Giustizia sulle aree delle ex Caserme Milano – Capozzi, proprio ora che tutte le Istituzioni si incontrano per firmare il “Protocollo” a favore delle suddette Caserme, ebbene, fra le tante Istituzioni convocate, si defila proprio il Sindaco e manda un delegato, peraltro estraneo alla Amministrazione, essendo un semplice consulente esterno.

A questo punto ci si chiede a chi giova tutto questo, tra ostruzionismi, ritardi, scellerate proposte di varianti impossibili di aree destinate a Verde di Quartiere, mentre la Giustizia cittadina vive uno dei momenti più tragici della sua storia, spezzettata in tante sedi inidonee, insufficienti e persino precarie, in una situazione che ormai non consente più il regolare svolgimento della stessa funzione e azione giudiziaria, con gravissime ripercussioni sulla affermazione della legalità sul Territorio e a tutto beneficio dei delinquenti e dei criminali. Infine una domanda che non ha mai ricevuto risposta, neppure dalla stessa magistratura: quanto è stato inutilmente speso per una giustizia senza una casa ma con tanto, tantissimo denaro inutilmente speso?

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