Attualità Politica Puglia

Tanto rumore per far fallire le Ferrovie del Sud Est?

Abbiamo ricevuto ancora segnalazioni circa i ritardi accumulati dai (pochi) treni in circolazione a seguito del malfunzionamento della apertura/chiusura delle sbarre dei passaggi a livello, forse per la solita mancanza di manutenzione. L’ultima in ordine di tempo, è del 13 maggio scorso e riguarderebbe il treno Putignano-Bari via Casamassima causa passaggio a livello aperto fra Turi e Sammichele. I lettori si ricorderanno dei tanti articoli che abbiamo pubblicato per cercare di sensibilizzare la “nuova” dirigenza di FSE. Pare senza alcun risultato. Del resto, resterà nella storia delle varie amenità e stranezze, la risposta ricevuta dal sindaco di Parabita che aveva inviato al prefetto e al commissario di FSE un esposto sull’ennesimo caso di sbarre aperte. Il sostituto del direttore Esercizio di FSE, Luigi Albanese, (il “vero” direttore di esercizio, ing. Formica a quanto pare si trovava in aspettativa da mesi) dopo aver scritto che «non risultano recenti episodi di mancata chiusura dei passaggi a livello nell’abitato di Galatone», chiarisce che in caso di malfunzionamento, «il sistema di segnalamento ferroviario è tale da garantire l’informazione al macchinista del treno (…) che poi provvede ad adottare le misure di sicurezza previste (marcia a vista, ecc.)». Albanese invece di scusarsi, aveva invitato gli utenti a rileggersi il codice della strada che impone “all’approssimarsi ad un passaggio a livello di usare sempre la massima prudenza al fine di evitare incidenti” … Il dirigente di FSE, ricordava anche che «i passaggi a livello sono dotati di segnalamento stradale che fornisce agli utenti della strada (mediante appositi segnali luminosi proiettanti luce rossa) l’informazione circa l’imminente arrivo del treno, stabilendo così per tali utenti, l’obbligo di divieto di attraversamento per tutta la durata di tale accensione e, ciò, indipendentemente dallo stato delle barriere (aperte o chiuse)». Il sindaco aveva definito la risposta di FSE al limite del grottesco. “Richiamare l’attenzione degli automobilisti dinanzi ad una tragedia sfiorata che invece richiede particolari indagini create da comportamenti assolutamente omissivi, alla Comunità ed all’utenza in generale, è semplicemente paradossale. Raccontarci poi che il personale di bordo era a conoscenza del guasto e che invece di avvertire immediatamente le Istituzioni locali e la forza pubblica per il passaggio in sicurezza del treno si è fatto affidamento sul provvidenziale intervento di un fruttivendolo, vuol dire non avere rispetto dell’intelligenza del prossimo”. I vari avvisi di garanzia collezionati da Albanese (a causa dei quali è già stato rinviato a giudizio) che ricordiamo fu nominato direttore di esercizio da Viero pur senza possedere i necessari requisiti a norma di legge, danno la misura di quanto è successo durante la tragica gestione commissariale. Nel rimaneggio dei ruoli e delle funzioni sono stati “premiati” taluni personaggi sol perché la regola imposta dalla dieta Viero imponeva di non impiegare specialisti esterni e di fare tutto “in casa” con quel poco che c’era (e i risultati si sono visti e sono ancora visibili…). Salvo poi assumere per le sue esigenze personali, dall’esterno, oltre alla segretaria personale, anche un costoso team di fedelissimi avvocati-ombra, e premiare chi aveva remato contro la vecchia dirigenza di FSE. I promossi Direttori hanno, forse, distrutto e/o occultato documentazione molto rilevante ai fini dell’inchiesta penale, e che solo oggi viene presentata dalle difese degli imputati. Il caso della Deloitte e della premiazione alla Direzione finanziaria di quel Calvello, la dice lunga su quel magic moment nel quale c’era chi sguazzava e sorrideva pensando che quelli caduti in disgrazia subissero senza fiatare. A quanto pare non è così almeno da quello che si è visto recentemente nelle aule del tribunale e le falsità e i grossolani errori estimativi raccontati alla Procura, grazie anche alla pavida reticenza omissiva di qualcuno del reparto contabilità (abbiamo già detto a proposito di Maggiore e Porcelli), oltre alla compiacenza dei dirigenti ministeriali, Mautone in particolare. Tutti sono ormai sulla bocca di tutti e non solo dei difensori degli imputati. Le nuove carte esibite in tribunale miracolosamente trovate dagli imputati e le sentenze della Cassazione non lasciano spazio alle fantasticherie. Ed i tre anni e mezzo buttati via da FSE da quando Delrio decise di inviare un commissario, forse professore, capace di redigere una relazione (basandosi esclusivamente sulla incompleta e superficiale due diligence della Deloitte) al ministro con accuse etico-morali ma non legali ed economiche. Che a Viero mancasse un progetto industriale di rilancio delle ferrovie era palese, ma che seguisse il carro anche FS è assurdo. Sbandierano, e hanno sbandierato negli ultimi anni insieme alla Regione che ci saranno futuri nuovi lavori, ma di fatto, come la Regione sa benissimo, proprio quei futuri lavori, sono stati avviati da altri in FSE, e già 4 anni fa, come l’interramento di Triggiano-Capurso. Ma sia Viero prima che FS poi, li hanno fatti passare per nuovi lavori. Solo per giustificare il fatto che in questi anni non è stato fatto nulla. Altro caso, l’acquisto dei nuovi elettrotreni, che erano già pronti alla consegna in fabbrica da tre anni ma per l’incompetenza procedurale nel gestire i fondi europei sia di Viero che di FS, sono riusciti a farli arrivano solo oggi. Anzi ne è arrivato solo uno. Altro fumo negli occhi della opinione pubblica. E infine il caso eclatante della elettrificazione della rete ferroviaria da Bari a Taranto collaudata e pronta per l’utilizzo già a fine 2015 ma abbandonata dal professor Viero e da FS alla mercé dei ladri di rame, che ad oggi, ancora inutilizzata, è costata il doppio per rimettere tutti i cavi rubati. Manco la vigilanza pagava Viero preoccupato com’era di saldare il debito alla BNL. Altro che bottiglia di vino… Da questo ed altro si deduce che l’uomo di Marostica è arrivato solo per segare via tutto, personale, professionisti ed aziende esterne! E non certo per fare andare meglio il trasporto dei viaggiatori di FSE. La verità è che per fare quello che hanno fatto, si doveva indirizzare l’opinione pubblica, creando ad hoc un qualcosa di rilevante penalmente. Aizzare la Procura. E dopo aver presentato tantissimi esposti in Procura e alla Corte dei Conti – che si sono rilevati però penalmente irrilevanti – hanno pensato bene, grazie alla relazione della mitica Deloitte, di chiedere, – proprio a chi si era impegnata a coprire integralmente i debiti, cioè Ferrovie dello Stato – il concordato preventivo con conseguente bancarotta farsa, dove, per questo reato, alcuni sono stati imputati ed altri misteriosamente no. Di oltre 2000 fornitori ne sono stati estratti dal mazzo una decina. E gli altri? Sono state individuate le vittime sacrificali per la bancarotta, ovviamente necessaria a distrarre tutti dal vero obiettivo di FS, che era fin dall’inizio quello del disimpegno da FSE. Il tutto al solo scopo di avvantaggiare e far diventare competitiva, anche nel sud Italia, Busitalia controllata da FS, per affrontare con sicuro successo le prossime gare relative al trasporto locale autolinee. Infine, altro rilevante risultato è quello di avere condonato alla Regione ed al Ministero i loro debiti. Qualcuno ben potrebbe pensare che la Regione Puglia, per ringraziare FS della richiesta di concordato ed abbuono dei debiti, abbia elargito con generosità nuovi finanziamenti a FSE per acquistare tanti nuovi autobus che sono stati recentemente presentati in pompa magna da FSE, dal Presidente Emiliano e dall’assessore Giannini, che come un copione purtroppo già visto e sempre per mantenere distratta la pubblica opinione da altri fatti, hanno ricordato le spese di Fiorillo. Nelle loro conferenze stampa, riguardanti la parte ferrovia di FSE, hanno fatto addirittura passare per nuovi, vecchi finanziamenti già avviati da anni. Comunque non è detto che, dopo aver disintegrato FSE, le FS vincano nel 2020 le gare per il trasporto bus regionale, anche perché all’orizzonte si profilano come competitor oltre alla nota SITA locale, nuove società di autolinee straniere, alquanto aggressive, vedasi cosa è appena successo in Toscana ed altre regioni, ma soprattutto si rinnoveranno le cariche istituzionali, con le votazioni 2020, della Regione Puglia. A conferma di quanto abbiamo detto, fonti informate dicono che FSE non stia rispettando neanche il piano dei pagamenti e che FSE si stia dirigendo verso la soluzione finale. Il fallimento. Parola tabù che i sindacati faticano a pronunciare anche se gli indicatori ci sono tutti tanto è vero che FSE non compare neanche nel piano strategico di Ferrovie dello Stato. Gli addetti ai lavori sanno bene cosa stia succedendo. Assisteremo per analogia ad un nuovo caso ILVA? Era questa la strategia?

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