Ambiente e Vita

Terremoto del 2002. M5S: “Ricostruzione a rilento in alcuni Comuni Dauni. Ricognizione necessaria per attivarsi”

Sono passati diciassette anni dal terremoto che nel 2002 distrusse la scuola elementare di San Giuliano in Puglia. Quel sisma, con epicentro nella provincia di Campobasso, provocò danni anche nella provincia di Foggia dove ci furono numerosi sfollati e una decina di Comuni riportarono danni di rilievo a edifici storici e abitazioni. 


“A distanza di anni la situazione di alcuni Comuni dei Monti Dauni che subirono danni pesanti a causa del terremoto, non si è risolta e la ricostruzione degli edifici distrutti procede a rilento nonostante gli sforzi dei Comuni”.  Lo dichiarano le consigliere del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia e Rosa Barone che nei giorni scorsi hanno fatto un sopralluogo per conoscere lo stato dei lavori in particolare nei Comuni di Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia, Castelvecchio di Puglia e Panni. 


Per avviare la ricostruzione, gli edifici furono divisi in cinque categorie in base all’urgenza e alla gravità dei danni riportati. “A Casalnuovo Monterotaro a Castelnuovo della Daunia – spiegano le consigliere – ci si è fermati alla ricostruzione degli edifici destinati ai residenti che hanno riportato danni gravi e lievi (prime tre categorie). A Panni, si è fermi ancora alla fase di ricostruzione degli edifici maggiormente danneggiati. Per poter avviare la fase successiva servirebbero 15 milioni di euro a Casalnuovo e 2 milioni a Castelvecchio. A Panni è ancora in corso una ricognizione”. 


Inoltre, i Comuni coinvolti dal sisma, si sono dovuti confrontare anche con un problema economico dato dalla sospensione delle tasse ai cittadini a cui non è seguita la creazione di un fondo di compensazione. Solo recentemente la Regione si è in parte attivata e le amministrazioni stanno ricevendo le prime cifre.
“La situazione è aggravata anche da una problematica legata alla proroga dei contratti del personale che istruisce le pratiche per la ricostruzione: a Casalnuovo ci sono quattro dipendenti indispensabili, a Castelvecchio manca un ingegnere, a Panni c’è solo un dipendente e la ricognizione è ancora in corso.

Problemi che i sindaci avevano già segnalato in audizione oltre un anno fa, chiedendo aiuto alla Regione a quanto pare rimasta ferma. A questo – continuano le consigliere – si aggiunge anche la necessità di risolvere alcuni casi di opere pubbliche: a Castelvecchio, per esempio, la casa canonica non ha usufruito di alcun lavoro di ricostruzione, così come occorrerebbe riprendere i lavori per alcuni edifici di Panni. A distanza di quasi vent’anni, purtroppo – concludono – la ricostruzione è tutt’altro che completata. Non lasceremo soli i Comuni, ci impegneremo per questo a proseguire nella nostra ricognizione e a chiedere a questo Governo di attivarsi il prima possibile”.

/comunicato

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